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Acri Ipsos, risparmio: "Famiglie in crisi e preoccupazione per il futuro"

- di: Barbara Bizzarri
 
Acri Ipsos, risparmio: 'Famiglie in crisi e preoccupazione per il futuro'
Lunedì 31 ottobre, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sarà celebrata la 98ª Giornata Mondiale del Risparmio, da sempre organizzata da Acri, l’Associazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa. Sul tema “Il valore del risparmio nell’era dell’incertezza”, interverranno il Presidente di Acri Francesco Profumo, il Presidente di Abi Antonio Patuelli, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Acri Ipsos, risparmio: "Famiglie in crisi e preoccupazione per il futuro"

Ogni anno, alla vigilia della manifestazione, Acri presenta un’indagine realizzata in collaborazione con Ipsos, che restituisce una fotografia relativa al modo in cui gli italiani gestiscono e vivono il risparmio, alla luce del contesto Paese e della condizione socio- economica personale. La relazione di quest’anno ribalta completamente la fotografia del 2021 caratterizzata da una forte ventata di ottimismo per la progressiva uscita dalla pandemia: la guerra in Ucraina e il balzo dell'inflazione trainato dai prezzi energetici hanno rovesciato completamente la prospettiva. Il saldo tra ottimisti e pessimisti passa da +20 a -32 (26% ottimisti e 58% pessimisti). Questo si riverbera sulla percezione, di oltre un terzo di essi, che già nei prossimi 12 mesi sarà molto più difficile risparmiare. Il peggioramento delle attese è legato da una parte all'inflazione e dall'altra alle preoccupazioni per il futuro. Le famiglie italiane sono sempre più in difficoltà e pessimiste sul futuro, con effetti negativi sulla capacità di risparmio. Infatti, quelle colpite da una situazione lavorativa sfavorevole sono rimaste invariate e, al contempo, il tenore di vita è peggiorato per il 19% (contro un 10% del 2021), il 38% ha vissuto difficoltà, mentre coloro che hanno vissuto un miglioramento sono solo il 7%, circa la metà rispetto al 2021.

L'inflazione sta riducendo i risparmi cumulati, perché per mantenere i consumi molti italiani hanno fatto ricorso alle proprie riserve o a prestiti. Quindi si riducono le famiglie in grado di far fronte con mezzi propri a situazioni di difficoltà: soltanto il 39% potrebbe affrontare con serenità una spesa imprevista pari a 10.000 euro, il 75% una di mille euro. Le prospettive di ripresa e sviluppo del Paese sono la principale fonte di preoccupazione per il 76% degli italiani (+20 punti percentuali rispetto al 2021), che guarda con molta attenzione le situazioni di forte rischio che si vanno delineando: la tenuta dei risparmi accumulati e la bontà delle scelte di investimento fatte, la capacità della classe dirigente di gestire in modo efficace le ingenti somme di denaro erogate con il PNRR, le prospettive lavorative e la capacità di sostenere le esigenze familiari con le entrate e le risorse economiche a disposizione, sono gli elementi che più di altri descrivono le riflessioni fatte dagli italiani. Solo uno su cinque pensa ai prossimi 2 o 3 anni con fiducia e tranquillità, forte delle risorse economiche a disposizione, di un buono stato di salute, di una famiglia su cui contare. Le priorità per il Paese sono cambiate rispetto a 12 mesi fa, la situazione contestuale è molto diversa: nuove criticità, non meno gravi della pandemia, si sono affacciate sulla scena. Il PNRR rappresenta la vera occasione per il nostro Paese ed è l’occasione per dare la dovuta centralità alla transizione ecologica, alle dotazioni infrastrutturali, cercando di non dimenticare nessun cittadino.

Per gli italiani le priorità sono: ricerca di una maggiore competitività, che significa meno burocrazia e più tecnologia per la PA, dotazioni infrastrutturali adeguate, innovazione e ricerca scientifica, sostegno alle PMI e ai professionisti. cresce il ruolo della dimensione sociale nel delineare il futuro del Paese: si avverte in misura crescente l’importanza di essere un Paese inclusivo e coeso. Gli italiani stessi si sentono chiamati in causa quando si parla di inclusione e coesione: il 75% ravvisa un legame tra risparmio e sviluppo di una società civile (per il 20% è fondamentale). Investire le risorse del PNRR su questo capitolo è una priorità e lo è molto più di quanto non lo fosse lo scorso anno (20% nel 2022 e 10% nel 2021). La crescita di un Paese economicamente sostenibile passa prima di tutto da un sistema di welfare che tocca il benessere delle persone, contrasta le disuguaglianze e valorizza il ruolo del Terzo settore.

Da rilevare che la dimensione sociale è presente nella quotidianità degli italiani, il legame tra risparmio privato e benessere della collettività passa anche dalle donazioni, dal 5X1000 e dal volontariato. Un italiano su cinque fa delle donazioni in denaro con una certa regolarità e svolge almeno una volta ogni due o tre mesi attività di volontariato a favore di un’associazione o di un’organizzazione senza scopo di lucro. Date le circostanze, anche per le donazioni gli italiani non possono non fare i conti in tasca: pensano infatti di continuare a dare aiuto a chi ne ha bisogno, ma saranno costretti a rivedere al ribasso la cifra erogata.
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