Al museo nel weekend, tra Monet, Picasso e la digital art

- di: Samantha De Martin
 
Con le sue incursioni coloratissime tra Piazza del Popolo, San Pietro, i Mercati di Traiano, Vincenzo Marsiglia restituisce una Roma come non l’avete mai vista. Tranquilli, le infinite stelle a quattro punte depositate sui monumenti della città eterna sono il risultato (virtuale) dell’incontro ravvicinato tra l’artista e le nuove frontiere dell’arte contemporanea, a cavallo tra reale e digitale. Se nella capitale NFT olografici e fotografie digitali ci conducono negli spazi di Visionarea ArtSpace, a Torino una mostra evento sfodera le opere originali dei maggiori protagonisti della storia dell’arte, da Monet a Signac, da Courbet a Degas, in arrivo dalla Johannesburg Art Gallery. Ecco qualche idea per un fine settimana al museo.

A Torino i capolavori della Johannesburg Art Gallery

A Palazzo Barolo fino al 7 maggio un racconto in 63 opere regala al pubblico un viaggio tra alcuni capolavori della Johannesburg Art Gallery. Questa galleria, punta di diamante della scena culturale della città sudafricana, fu fondata nei primi del Novecento dalla collezionista Dorothea Sarah Florence Alexandra Ortlepp Phillips, meglio conosciuta come Lady Florence Phillips, con l’obiettivo di trasformare un centro minerario, sviluppatosi intorno alla ricchezza dei suoi giacimenti, in una città improntata sui modelli delle capitali europee, dotata di un museo che fosse soprattutto un riferimento per tutti e non solo per gli appassionati d’arte.  Dalla scena inglese dell’Ottocento alle vicende francesi del XIX secolo, dall’esperienza dei barbizonniers - ben rappresentata da un poetico paesaggio di Corot - al realismo di Courbet - presente in mostra con un suggestivo scorcio delle falesie di Étretat- per arrivare, passando da Monet, Sisley e Degas, alle generazioni del postimpressionismo, la mostra sfodera anche molti protagonisti della scena del primo Novecento come Picasso, Matisse, Modigliani, Rossetti. Il percorso prosegue nel secondo dopoguerra, con opere di importanti maestri della scena internazionale. Tra queste spicca un doloroso ritratto di Francis Bacon e il trittico – omaggio a Beuys – di Andy Warhol. Non manca la scena sudafricana ben rappresentata da tre opere di Kentridge.

A Bergamo un salto nel vuoto

Fino al 28 maggio alla GAMeC di Bergamo è possibile sfogliare il terzo e ultimo capitolo del progetto espositivo pluriennale dedicato all’indagine sulla materia nell’arte del XX e del XXI secolo. Salto nel vuoto. Arte al di là della materia, questo il titolo della mostra, snocciola i lavori di alcuni grandi protagonisti dell’arte del XX secolo e pionieri dell’arte digitale - da Agostino Bonalumi a Giacomo Balla, da Pablo Picasso a Bruno Munari - insieme ad autori delle generazioni più recenti, grazie ai prestiti di importanti istituzioni internazionali e di collezioni private. Salto nel vuoto guarda a quei protagonisti che, in tempi diversi, hanno indagato la dimensione del vuoto sostanzialmente negandola o identificandola come mera dimensione ideale, mentre il loro lavoro si è rivelato in grado di riflettere i cambiamenti epocali nella percezione della dimensione materiale, introdotti dall’emergere dei paradigmi del software e dalla rivoluzione digitale.

A Roma la personale di Vincenzo Marsiglia

Fino al 25 marzo Visionarea ArtSpace, avamposto dell’arte contemporanea nel cuore di Roma, a pochi metri dalla Basilica di San Pietro, ospita Physis and rendering, personale di Vincenzo Marsiglia, a cura di Davide Silvioli con la collaborazione di Davide Sarchioni. Nel bianco abbagliante degli spazi della galleria il pubblico viene invitato dall’artista a un percorso tra NFT olografici e fotografie digitali eseguite con il dispositivo Hololens 2, un visore di ultima generazione a realtà mista e aumentata, applicato per la prima volta nel campo di ricerca delle arti visive dallo stesso Marsiglia, per un incontro ravvicinato con le nuove frontiere dell’arte contemporanea, tra digitale e reale. Attraverso le incursioni di Marsiglia che intrecciano la realtà tangibile della physis alla realtà virtuale del rendering, l’artista mostra di saper abitare entrambi questi emisferi del reale, captandone punti di contatto. Sui monumenti di Roma, da San Pietro a Piazza del Popolo, il pubblico scorge l’iconica Unità Marsiglia (UM), un modulo grafico, o una sorta di logo, dalla forma di stella a quattro punte che coincide con l’ente fondamentale del suo universo estetico, unità indivisibile di tutto l’esperibile artistico. In questo autentico viaggio esperienziale, dove il potere delle tecnologie fa vivere esperienze nuove creando visioni inedite, lo sguardo del visitatore attraversa materiali diversi, dalla pietra al vetro, dalla stampa digitale alla carta fino alla luce elettrica che accomuna la scultura con il neon a quelle olografiche, in un tutto interconnesso.

A Palermo i corpi estranei di Cesare Viel

“Il corpo estraneo è l’imprevisto che viene incluso nell’opera, e in parte la modifica. Come un essere dormiente che si sveglia e agisce quando trova l’occasione per farlo” scrive Cesare Viel. Ed eccoli in mostra - in un progetto dell’artista, liberamente ispirato dalla poesia di Emily Dickinson e sviluppato in diverse tappe - i Corpi estranei dell’artista neoconcettuale, in mostra a Villa Zito fino al 31 marzo, dove Viel dà forma a diversi interventi nei quali la parola diventa immagine, walldrawing, manoscritto, scrittura su striscioni, voce e performance, entrando in relazione con la collezione della villa.

Nella foto: Alfred Sisley, Sulla riva del fiume a Veneux, 1881, olio su tela ©Johannesburg Art Gallery
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