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Zelensky vola ad Ankara: colloqui delicati con Erdogan mentre la Russia invia emissari minori

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Zelensky vola ad Ankara: colloqui delicati con Erdogan mentre la Russia invia emissari minori
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vola ad Ankara, dove nelle prossime ore incontrerà il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un contesto segnato dalla riapertura dei canali diplomatici tra Kiev e Mosca. I colloqui, che si terranno a Istanbul, rappresentano un tentativo di riavviare un dialogo diretto dopo mesi di intensi combattimenti, bombardamenti a tappeto e un progressivo irrigidimento dei rapporti. La delegazione russa è già giunta nella capitale economica turca, ma la composizione dell’inviata di Mosca ha subito suscitato scetticismo: Vladimir Putin ha infatti scelto di non inviare ministri di primo piano, bensì un team guidato dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, figura nota ma considerata di secondo piano nelle gerarchie del Cremlino.

Zelensky vola ad Ankara: colloqui delicati con Erdogan mentre la Russia invia emissari minori

Fonti ucraine, riprese dal Wall Street Journal, hanno fatto sapere che l’incontro con i russi sarà limitato alla discussione su un possibile cessate il fuoco incondizionato della durata di 30 giorni. Nessuna apertura su confini, status dei territori contesi o garanzie internazionali: l’unico punto in agenda sarebbe l’arresto temporaneo delle ostilità. Un risultato modesto, ma comunque rilevante in un contesto in cui ogni giorno di tregua può salvare vite umane. Tuttavia, i diplomatici occidentali guardano con disincanto al vertice, giudicando la composizione della delegazione russa come indicativa della scarsa volontà di Mosca di giungere a una svolta reale.

Erdogan al centro: ruolo mediatore o strategia autonoma?

Il ruolo della Turchia resta strategico. Erdogan, leader abile nel muoversi tra Est e Ovest, cerca ancora una volta di porsi come interlocutore credibile per entrambi i fronti. Forte della sua posizione geografica e del peso accumulato sul piano energetico e militare, il presidente turco potrebbe essere l’unico attore in grado di mantenere un filo di comunicazione tra i due contendenti, senza schierarsi apertamente. Tuttavia, l’ambiguità della posizione turca, membro della Nato ma anche partner economico della Russia, complica le dinamiche. La presenza di Zelensky ad Ankara serve anche a ribadire la vicinanza dell’Ucraina all’Occidente, ma si colloca su un equilibrio instabile e suscettibile a ogni evoluzione del conflitto.

Trump osserva e valuta il possibile ingresso in scena

A sorpresa, Donald Trump ha fatto sapere che potrebbe recarsi in Turchia domani, se i negoziati tra Ucraina e Russia dovessero registrare sviluppi significativi. La mossa potrebbe alterare radicalmente il contesto, dando nuovo slancio alla diplomazia americana e introducendo un interlocutore difficilmente ignorabile. La presenza di un presidente Usa in uno scenario di trattativa attiva rappresenterebbe un fatto dirompente, in grado di smuovere le posizioni di stallo. Ma anche in questo caso, molto dipenderà dal reale margine di trattativa e dalla disponibilità, finora assente, di Putin a fare concessioni significative. I prossimi giorni saranno cruciali per comprendere se il volo di Zelensky verso Ankara sarà il primo passo verso una tregua o un'altra occasione mancata.
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