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Usa, supertassa sui visti per i Paesi a rischio: fino a 15 mila dollari per entrare

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Usa, supertassa sui visti per i Paesi a rischio: fino a 15 mila dollari per entrare

L’amministrazione americana guidata da Donald Trump ha introdotto una nuova misura destinata a fare discutere: una supertassa sull’ingresso negli Stati Uniti per i cittadini provenienti da Paesi considerati “a rischio”. Il costo del visto passerà dagli attuali 5 mila dollari fino a un massimo di 15 mila, con l’obiettivo dichiarato di scoraggiare chi, in passato, ha mostrato un alto tasso di permanenza oltre la scadenza del permesso di soggiorno. La norma si applicherà anche agli Stati giudicati carenti nei sistemi di screening e controllo delle informazioni di sicurezza.

Usa, supertassa sui visti per i Paesi a rischio: fino a 15 mila dollari per entrare

Per ora la lista dei Paesi interessati non è stata diffusa. La Casa Bianca ha spiegato che l’elenco verrà reso noto solo dopo una valutazione definitiva del Dipartimento di Stato e della Sicurezza interna, in modo da evitare speculazioni o fughe di notizie. L’incertezza, però, alimenta le preoccupazioni delle comunità straniere e delle ambasciate, che temono un impatto drastico sulla mobilità e sugli scambi culturali ed economici.

Motivazioni ufficiali
Secondo Trump, la misura si inserisce in una più ampia strategia per rafforzare i confini e garantire che chi entra nel Paese lo faccia nel pieno rispetto delle regole. “Non possiamo più tollerare che il sistema venga abusato”, avrebbe detto il presidente in un incontro con i suoi collaboratori, ribadendo che la sicurezza nazionale resta la priorità assoluta. I dati citati dall’amministrazione mostrano che in alcuni Stati il tasso di overstaying, ossia di permanenza illegale dopo la scadenza del visto, supera di gran lunga la media.

Reazioni e critiche
Le prime reazioni non si sono fatte attendere. Organizzazioni per i diritti civili e associazioni di immigrati denunciano una misura discriminatoria, che rischia di colpire intere comunità senza distinguere tra chi viola le leggi e chi invece viaggia per studio, lavoro o turismo. Anche alcuni partner internazionali hanno espresso malumore, temendo che la tassa venga applicata in modo punitivo più che oggettivo. L’opposizione democratica ha parlato di “ennesima barriera ideologica” che danneggerà le relazioni diplomatiche e penalizzerà l’immagine degli Stati Uniti come Paese aperto e attrattivo.

Ripercussioni economiche
Gli analisti sottolineano che la nuova tassa potrebbe avere effetti collaterali pesanti. Le università americane, che attraggono ogni anno centinaia di migliaia di studenti stranieri, temono un calo delle iscrizioni. Anche il settore turistico potrebbe risentirne, con meno visitatori disposti a pagare cifre così elevate per un semplice visto. In controtendenza, alcuni comparti del mercato del lavoro potrebbero invece beneficiare di una riduzione degli ingressi irregolari, riducendo la concorrenza per i lavoratori interni.

Prospettive future

Molto dipenderà da come verrà applicata la misura e da quali Paesi finiranno nella lista nera. La scelta dell’amministrazione Trump conferma comunque una linea di rigore crescente sulla politica migratoria, che si affianca al rafforzamento dei controlli alle frontiere e alla stretta sulle richieste di asilo. Nei prossimi mesi sarà chiaro se la tassa sui visti riuscirà davvero a contenere l’immigrazione irregolare o se invece scatenerà una nuova ondata di tensioni diplomatiche e giudiziarie.

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