• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Trump minaccia di nuovo il Canada, che ha dignità e non si piega

- di: Vittorio Massi
 
Trump minaccia di nuovo il Canada, che ha dignità e non si piega
La Casa Bianca rialza i toni contro Ottawa: una pressione muscolare che incrina l’alleanza nordamericana e spaventa imprese e diplomazia.

Il presidente Donald Trump ha riaperto il fronte con il Canada con nuove minacce di dazi, rinfocolando una tensione che da mesi attraversa i rapporti tra Washington e Ottawa. Il punto non è solo economico: la sua strategia, aggressiva e imprevedibile, sta trasformando un partner storico in un bersaglio da colpire per ottenere consenso interno. Una dinamica che, per molti osservatori, rappresenta una deriva preoccupante nella politica commerciale americana.

Minacce ripetute e una diplomazia sotto pressione

Il contenzioso è riesploso dopo uno spot canadese di critica ai dazi statunitensi diffuso in Ontario e giudicato “offensivo” dal presidente americano. Trump aveva annunciato l’intenzione di innalzare le tariffe contro Ottawa e di sospendere i negoziati commerciali. A un mese da quelle dichiarazioni, la minaccia è rimasta sospesa nell’aria, senza ordini formali alle dogane statunitensi, ma il clima politico è diventato incandescente.

L’avvertimento dell’amministrazione è chiaro: gli Stati Uniti sono pronti a colpire il Canada con una nuova imposta aggiuntiva del dieci per cento sulle importazioni, una mossa che il mondo imprenditoriale teme come l’inizio di un inasprimento sistematico delle relazioni economiche tra i due Paesi.

Una strategia che scardina fiducia e cooperazione

Le minacce non riguardano solo le merci: sono un segnale politico pesantissimo. Nel mirino non c’è un competitor, ma il vicino più integrato economicamente con gli Stati Uniti. La catena produttiva nordamericana vive di scambi continui fra industrie statunitensi e canadesi, e ogni aumento tariffario rischia di generare un terremoto nei settori automobilistico, agricolo, tecnologico e logistico.

L’uso dei dazi come arma punitiva contro un Paese alleato rivela una logica di pressione unilaterale, in cui la Casa Bianca dà per scontata la subordinazione degli altri partner. Ma il Canada non sembra disposto ad accettare diktat politici mascherati da misure commerciali.

La risposta di Ottawa: fermezza e irritazione

Il governo canadese ha definito la minaccia “inaccettabile”, sottolineando che difenderà lavoratori e imprese. Dietro la diplomazia formale traspare però un crescente malumore: Ottawa vede in questa offensiva americana un attacco diretto alla propria sovranità economica e alla credibilità degli accordi commerciali regionali.

All’interno del Paese l’opinione pubblica è sempre più irritata: si moltiplicano appelli all’autonomia industriale e iniziative simboliche di protesta verso gli Stati Uniti. Segnali di una frattura che potrebbe diventare strutturale, con effetti difficili da riparare.

Un colpo alla credibilità degli Stati Uniti

La vicenda va oltre il rapporto bilaterale: il modo in cui Washington tratta Ottawa è osservato con attenzione da tutti i partner commerciali americani. Se gli Stati Uniti arrivano a colpire un alleato che per decenni è stato un modello di lealtà e integrazione, cosa impedirebbe loro di fare lo stesso con altri Paesi quando torna utile politicamente?

L’impressione è che la politica commerciale dell’Amministrazione stia diventando una leva di potere imprevedibile, utilizzata per ottenere posizionamenti politici più che per proteggere l’economia statunitense. Una scelta che rischia di erodere la fiducia nella parola di Washington e nella stabilità delle sue politiche.

Il futuro dell’asse nordamericano

Sul tavolo resta una grande incognita: Trump tradurrà davvero in realtà il nuovo aumento dei dazi o continuerà a giocare con la minaccia come arma negoziale permanente? In entrambi i casi, il danno è fatto. L’immagine degli Stati Uniti come partner affidabile si appanna, mentre il Canada valuta nuove strategie per evitare ulteriori ricatti tariffari.

In una fase in cui il mondo avrebbe bisogno di stabilità, le provocazioni della Casa Bianca rischiano di produrre l’esatto opposto: un Nord America più diviso, più sfiduciato, più fragile.

Trump sta logorando un rapporto fondamentale per l’intero continente

La verità è semplice: a forza di minacce, Trump sta logorando un rapporto fondamentale per l’intero continente. Un attacco gratuito e muscolare contro un alleato fedele non rafforza l’America, la indebolisce. E lascia Ottawa – e il mondo – a chiedersi quanto ancora si possa considerare stabile un partner che usa i dazi come manganello politico.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 28 record
Pagina
1
11/01/2026
Bettini: “La Ue è confusa, si svegli. Von der Leyen al capolinea”
Goffredo Bettini attacca la leadership di Ursula von der Leyen e chiede una svolta europea...
11/01/2026
Trump minaccia Cuba, che replica: “Usa criminali incontrollati”
Trump minaccia Cuba: stop a petrolio e denaro dal Venezuela se l’isola non tratta con Wash...
11/01/2026
Iran-USA, minacce incrociate: Teheran alza tiro su Israele e basi Usa
Proteste in Iran, linea dura a Teheran e avvertimenti da Washington: cresce il rischio di ...
11/01/2026
Trump blinda i petrodollari venezuelani: Big Oil sotto tutela Usa
Ordine d’urgenza di Trump: i proventi del petrolio venezuelano restano sotto custodia Usa ...
11/01/2026
Iran, notte di fuoco: morti, blackout e piazze contro il regime
Rivolta in Iran: morti, arresti, internet bloccato e piazze in fiamme. Le ultime notizie, ...
10/01/2026
Mercosur, Parigi in rivolta: Lecornu alza la posta sulle elezioni
Francia in ebollizione dopo il via libera Ue all’intesa con il Mercosur: proteste agricole...
Trovati 28 record
Pagina
1
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia