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Trump prepara il faccia a faccia con Putin: i “volenterosi” tornano a parlare di pace

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Trump prepara il faccia a faccia con Putin: i “volenterosi” tornano a parlare di pace
Washington riprende in mano il dossier ucraino. Ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha compiuto due passi destinati a ridisegnare gli equilibri sul fronte orientale: prima un incontro a porte chiuse con i leader dei cosiddetti “Paesi volenterosi”, poi l’annuncio di un colloquio diretto con Vladimir Putin. Dalla Casa Bianca filtra una linea chiara: l’obiettivo è costruire le premesse per una tregua che sia allo stesso tempo sostenibile e credibile. A margine, il vicepresidente J.D. Vance ha già visto a Varsavia Volodymyr Zelensky: “Una tregua è un obiettivo comune”, ha dichiarato, offrendo una sponda al percorso diplomatico.

Trump prepara il faccia a faccia con Putin: i “volenterosi” tornano a parlare di pace

Nel cuore dell’Europa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen non ha nascosto le tensioni. “Questa è una settimana cruciale”, ha detto durante la sua missione a Roma, tra un’udienza con Leone XIV e un colloquio a Palazzo Chigi. A Bruxelles il timore è che la rinnovata assertività americana possa generare un solco profondo tra le cancellerie. Se Trump stringe su Putin senza un mandato condiviso, l’unità dell’Occidente rischia di incrinarsi. “Serve trasparenza. E serve ora”, ha spiegato una fonte Ue vicina al dossier.

Zelensky tra pressione americana e attese interne

Per il presidente ucraino la pressione si fa concreta. Trump chiede segnali di apertura, mentre la base interna di Zelensky guarda con sospetto a ogni possibile concessione. Il fronte militare resta fragile, le città martoriate, le forze stremate. In questo contesto, un tavolo negoziale può sembrare una scialuppa o una trappola. “Non accetteremo diktat”, trapela da Kiev, ma la realtà impone compromessi. E il presidente ucraino lo sa.

Un nuovo asse tra superpotenze?


L’iniziativa americana riapre scenari che parevano congelati. Il dialogo con Mosca, nella visione di Trump, è il terreno su cui testare la sua dottrina da presidente tornato in sella: assertività, ma senza avventurismi. Resta da vedere se Putin sarà dello stesso avviso. Oggi la diplomazia si muove tra slanci e ambiguità. Ma è tornata in campo. E questo, in un mondo polarizzato, è già un fatto politico.
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