TIM chiude il 2021 con un rosso di 8,7 miliardi di euro

- di: Daniele Minuti
 
Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato il Bilancio consolidato del Gruppo, il progetto di Bilancio separato di TIM S.p.A. e la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario/Bilancio di Sostenibilità al 31 dicembre 2021. Con numeri che, purtroppo per l'azienda, hanno confermato le pessimistiche previsioni della vigilia.

I numeri del bilancio 2021 per TIM sono tutt'altro che positivi

Escludendo i dati relativi all'Indebitamento Finanziario Netto rettificato (che cala di 1.139 milioni di euro su base annuale, arrivando a 22.187 milioni), le buone notizie per TIM dal bilancio dello scorso anno sono poche: il gruppo delle Tlc ha infatti chiuso il 2021 con un rosso che ammonta a 8,7 miliardi di euro dopo svalutazioni per 4,1 miliardi di euro e imposte anticipate che raggiungono quota 3,8 miliardi di euro. Dati che hanno portato il Consiglio di Amministrazione a rinunciare alla distribuzione del dividendo agli azionisti.

Non incoraggianti neanche i numeri relativi ai ricavi totali del Gruppo che arrivano a 15.316 milioni di euro, in calo di 3,1 punti percentuali su base annuale, mentre  l'EBITDA ammonta a 5.080 milioni di euro, scendendo del 9,6% in termini organici. L'EBIT arriva a  -3.529 milioni di euro (+2.104 milioni di euro rispetto all'anno precedente).

Contestualmente, il Cda ha approvato all'unanimità il Piano Industriale 2022-2024: il comunicato ufficiale chiarisce come questo piano punti a dare il via a un percorso di trasformazione che si fonda sulla creazione di distinte legal entities, NetCo e ServCo andando a lasciare indietro il tradizionale modello di integrazione verticale.

La separazione che andrà a riorganizzare l'azienda prevede una ServCo in cui confluiranno gli asset di rete mobile, data center e piattaforme di servizio e che sarà divisa in Enterprise (attività commerciali nel mercato Enterprise integrate dalle digital companies Noovle, Olivetti e Telsy), Consumer (attività commerciali nel mercato retail Consumer e Sme) e Tim Brasil (mantenendo il focus continuano l'integrazione degli asset di Oi).
Nella NetCo invece andranno a confluire tutti gli asset di rete fissa, le attività wholesale italiane e quelle estere di Sparkle

La nota ufficiale spiega: "Partendo dalla copertura del 94% in FTTC, il Gruppo TIM prevede di accelerare il roll out FTTH, realizzato da FiberCop, raggiungendo il 60% delle unità immobiliari tecniche a livello nazionale entro il 2026 con un incremento di circa 3 punti percentuali rispetto al precedente obiettivo (senza tener conto degli effetti attesi dalla partecipazione alla gara “Italia 1 Giga” per il finanziamento pubblico di nuove infrastrutture a 1Gbit/s). Alla luce di questa accelerazione nella copertura in fibra sul mercato domestico, il 2022 registrerà il picco degli investimenti, seguito da una progressiva riduzione a un livello inferiore al 15% dei ricavi nel medio termine. NetCo potrà competere con maggior efficacia nel mercato wholesale e cogliere nuove opportunità, tra cui maggiore flessibilità regolamentare prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche a vantaggio dei ‘pure-player’ wholesale. È lecito attendersi che di questo scenario possano beneficiare anche le attività retail di ServCo. Sul fronte organizzativo il nuovo modello basato sul lavoro agile sarà accompagnato da un piano triennale per la gestione del personale che, in continuità con gli anni precedenti, applicherà strumenti in grado di garantire l’occupazione e di incentivare uscite volontarie e pensionamenti anticipati".

Col nuovo piano continua a crescere l'impegno relativo alla sostenibilità, con nuovi target nel campo dell'economia circolare, della crescita digitale e segmento ESG (obiettivo zero emissioni entro il 2040 e carbon neutrality al 2030). Inoltre, il Cda ha ricevuto gli elementi necessari per la valutazione sulla manifestazione d'interesse di KKR, la cui conclusione porterà a una nuova riunione per decidere i le attività successive a riguardo.

I target finanziari del piano 2022-2024 comprendono ricavi di Gruppo da servizi previsti in leggera crescita, un EBITDA di Gruppo atteso stabile, un EBITDA After Lease di Gruppo in leggera discesa, Capex stimati a 4 miliardi di euro nel 2022, 3,9 miliardi per l'anno successivo e circa 3,8 miliardi per il 2024, Domestic Capex sotto il 15% dei ricavi nel medio-lungo termine, un undebitamento netto di Gruppo 2022 influenzato da pagamenti non ripetibili per 3,7 miliardi di euro.

Pietro Labriola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM (nella foto) ha commentato: "Sono convinto che l’evoluzione del Gruppo che abbiamo disegnato rappresenti una discontinuità positiva. Stiamo giocando un ruolo da front-runner nel settore delle Telco e ci aspettiamo che altri seguano il nostro esempio. I progetti che abbiamo intenzione di lanciare per i clienti e quelli previsti dall’Agenda Digitale e dal PNRR richiedono una risposta immediata e forte: con questo nuovo assetto saremo più pronti a rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che abbiamo davanti".

Infine, TIM ha reso noto di aver ricevuto un'offerta vincolante per l'acquisto della maggioranza del capitale sociale della holding Daphne 3 (che detiene il 30,2% di quello di INWIT) da un consorzio di investitori esteri guidato dalla società privata di investimento Ardian. Il Cda l'ha valutata positivamente, dando mandato contestuale all'Ad Labriola di trattare.

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