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Rapporto Svimez, il Mezzogiorno cresce più del Centro-nord, ma non durerà: quali sono i rischi

- di: Barbara Bizzarri
 
Rapporto Svimez, il Mezzogiorno cresce più del Centro-nord, ma non durerà: quali sono i rischi
Il Mezzogiorno italiano continua a registrare una crescita del Pil superiore a quella del Centro-Nord per il secondo anno consecutivo. Nel 2024, il Pil del Sud è previsto in aumento dello 0,9%, rispetto allo 0,7% del resto del Paese, come evidenziato nel Rapporto Svimez, che attribuisce un ruolo determinante al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il piano è stimato valere 1,8 punti percentuali di Pil nel triennio 2024-2026. Tuttavia, la crescita più sostenuta del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia risulta attenuata rispetto al 2023, e si prospettano rischi di un ritorno a ritmi di crescita più bassi dal 2025, con il progressivo esaurirsi delle politiche di stimolo agli investimenti e di sostegno ai redditi.

Rapporto Svimez, il Mezzogiorno cresce più del Centro-nord, ma non durerà: quali sono i rischi

Nel 2023, il Pil del Sud ha registrato un incremento dell’1,3%, a fronte dello 0,5% del Centro-Nord. Nel 2025, tuttavia, la Svimez prevede che il tasso di crescita del Mezzogiorno scenderà allo 0,7%, inferiore all’1% previsto per il resto del Paese, per poi attestarsi allo 0,8% nel 2026, contro l’1,1% delle regioni centrosettentrionali. A contribuire alla crescita del Sud nel 2024 è soprattutto la dinamica positiva degli investimenti in costruzioni, che si prevede aumentino del 4,9% contro il 2,7% del Centro-Nord, grazie alla spesa per opere pubbliche finanziate dal Pnrr.
I consumi delle famiglie del Sud, tuttavia, torneranno in territorio negativo nel 2024, con una contrazione dello 0,1%, mentre nel Centro-Nord si registra un lieve aumento dello 0,3%. Questo andamento è frenato dalla crescita dimezzata del reddito disponibile delle famiglie meridionali, che passerà dal +4,5% del 2023 al +2,3% nel 2024, e da un rallentamento della dinamica inflattiva, comunque più accentuata rispetto al resto del Paese.

Sul fronte delle politiche pubbliche, Svimez segnala una significativa riduzione delle risorse destinate al Sud nella legge di bilancio. Tra il 2025 e il 2027, si prevede un taglio di circa 5,3 miliardi di euro, che potrebbe incidere negativamente sugli investimenti e sulla coesione economica tra le aree del Paese.
Il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, sottolinea l’urgenza di consolidare il percorso di crescita avviato grazie al Pnrr: “È necessario dare slancio e continuità alla ripresa sostenendo il percorso di crescita e coesione avviato con il Pnrr”, ha dichiarato. Per farlo, è indispensabile una politica industriale più ambiziosa, che punti su strumenti capaci di attivare processi di trasformazione strutturale e generare opportunità di lavoro qualificato nel Sud, il quale, secondo Bianchi, "non è un deserto industriale".

La priorità, si evince dal Rapporto, non consiste solo nell’assicurare risorse adeguate al Mezzogiorno, ma anche nell’identificare le aree strategiche di intervento, come la ricerca e sviluppo (R&D), per promuovere una crescita sostenibile e competitiva.
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