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Spese per la difesa, Berlino attiva la clausola Ue. L'Italia prende tempo in attesa del vertice Nato

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Spese per la difesa, Berlino attiva la clausola Ue. L'Italia prende tempo in attesa del vertice Nato
La Germania ha deciso di attivare la clausola di salvaguardia prevista dall'Unione europea per gli investimenti nella difesa. L'annuncio è arrivato ieri da Berlino: il governo Scholz intende chiedere formalmente che le spese per il riarmo e il rafforzamento delle capacità militari siano escluse dal computo dei parametri di bilancio europei. Una mossa che punta a sostenere l’impegno tedesco verso gli obiettivi Nato del 2% del Pil destinato alla difesa, senza compromettere il rispetto del nuovo Patto di stabilità.

Spese per la difesa, Berlino attiva la clausola Ue. L'Italia prende tempo in attesa del vertice Nato

L’Italia per ora mantiene una linea di cautela. Palazzo Chigi ha fatto sapere che non seguirà immediatamente l'iniziativa tedesca e che valuterà attentamente l’evoluzione del quadro europeo. La scelta è quella di attendere il vertice Nato dell’Aja, in programma a giugno, dove si cercherà di definire una linea comune tra i principali alleati. Roma non esclude di attivare a sua volta la clausola, ma ritiene necessario un coordinamento politico più ampio per evitare divisioni tra i Paesi membri.

Le ragioni della frenata italiana

Dietro la prudenza di Roma c’è la volontà di non esporsi troppo in un momento in cui la discussione sulla flessibilità fiscale è ancora in corso nelle istituzioni europee. Il governo italiano è impegnato a negoziare margini di manovra anche su altri fronti, a partire dagli investimenti per la transizione verde e digitale. Una richiesta isolata sulla difesa potrebbe complicare il quadro complessivo delle trattative con Bruxelles e rischiare di acuire le tensioni politiche interne sulla gestione delle finanze pubbliche.

Un dibattito destinato a pesare sul prossimo Consiglio europeo

La questione delle spese militari sarà uno dei temi centrali del prossimo Consiglio europeo. La guerra in Ucraina ha modificato gli equilibri strategici e reso imprescindibile un rafforzamento della capacità di difesa europea. Ma restano divergenze profonde su come contabilizzare gli investimenti nel quadro dei vincoli di bilancio. Germania e alcuni Paesi dell’Est spingono per escludere integralmente le spese militari dal calcolo del deficit, mentre Francia e Italia preferiscono un approccio più selettivo e coordinato.

Il nodo Nato e il peso degli Stati Uniti

Il vertice Nato dell’Aja sarà un passaggio decisivo. Sotto la pressione degli Stati Uniti, che chiedono agli alleati europei di aumentare significativamente la spesa per la difesa, l'Alleanza punta a rafforzare gli impegni finanziari senza creare fratture interne. L'Italia, storicamente favorevole al multilateralismo, si muove con attenzione per non indebolire il fronte europeo ma allo stesso tempo per preservare la sostenibilità dei propri conti pubblici. Una partita delicata che si intreccia con quella delle riforme fiscali e della nuova governance economica dell'Unione.
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