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SIAE: "Settore dello spettacolo in crisi per la panemia, ingressi a -72,9%"

- di: Daniele Minuti
 
Il settore dello spettacolo ha subito un colpo durissimo nell'anno appena passato, come certificato dai dati raccolti dall'Osservatorio dello Spettacolo SIAE relativi al 2020: gli eventi di ogni tipo sono calati del 69,3%, gli ingressi letteralmente crollati del 72,9% mentre le spese al botteghino e quelle del pubblico registrano rispettivamente un -77,58% e -82,24%.

Numeri terribili che suonano anche come una beffa se confrontati con quelli dei primi due mesi dello scorso anno, dato che fino a febbraio erano in crescita i dati degli eventi spettacolistici (+3,38%), degli ingressi (+15,5%) e della spesa del pubblico (+17,23%). Fino al 22 febbraio c'è stato l'incremento maggiore anche per numeri di eventi nei musei e nei cinema (+9,5% e +6,7%)

A cambiare tutto è stato ovviamente lo scoppio della pandemia e la conseguente chiusura dei luoghi di cultura da marzo, durata (per chi ha avuto fortuna) fino a maggio con però grosse limitazioni per il pubblico. Dopo le graduali riaperture, c'è stata la nuova stretta con l'aumento dei contagi di ottobre, una nuova coltellata per un settore che stava cercando di ripartire e che ha subito più di altri la mancanza di "clienti", vero cuore pulsante delle attività.

Andando ad analizzare i singoli comparti, ha faticato moltissimo l'attività cinematografica con il 70,8% di ingressi in meno e un 71,5% della spesa al botteghino in meno nonostante la crescita del primo bimestre dovuta anche al clamoroso successo del film "Tolo Tolo". Simile il trend per i teatri e concerti, rispettivamente -70,7% e 83,2% di ingressi in meno e ben 78,4% e 89,3% di spesa al botteghino in meno. Seguono a ruota gli eventi sportivi, le attività di ballo e gli spettacoli itineranti.

A commentare questi numeri è stato il presidente SIAE, Giulio Rapetti Mogol: "La crisi causata dalla pandemia sta facendo pagare un prezzo altissimo al settore dello spettacolo di cui fanno parte i creatori della felicità per la collettività come musicisti, artisti che lavorano nel teatro, nel cinema e letteratura. La diffusione della cultura è importante non solo per l'economia ma anche per la qualità stessa della vita".

Dello stesso parere il direttore generale, Gaetano Blandini: "In un periodo in cui stiamo combattendo una lotta durissima, questi dati sembrano quelli di un bollettino di guerra: è importante capire che conseguenze avrà questa fase sulle abitudini delle persone e se sarà possibile tornare all anormalità. La SIAE ha il preciso dovere di assicurare che venga fatto il possibile perché  il patrimonio artistico e culturale, che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del nostro Paese, riceva la giusta attenzione in termini di programmazione e sostegno finanziario, per poter ripartire e riprendere il suo percorso di crescita".
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