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Le sfide del post Modernità: globalizzazione, governance, asimmetria

Con questa opera amplia e complessa (“Globalizzazione, Governance, Asimmetria – L’Instabilità e le sfide della postmodernità”, Rubbettino Editore) Giancarlo Elia Valori (tra i più importanti manager italiani, vanta una rete fitta e solida di rapporti internazionale di alto livello) ci fa rileggere, o meglio comprendere, accadimenti che ai più sono sfuggono e che dei quali non coglie l’enorme portata.

Comprendere gli effetti della globalizzazione, parola ormai magica, è fondamentale: è questa la nuova sfida che ognuno deve affrontare, ai vari livelli di competenza, se si vuole dare una risposta possibile ed equilibrata rispetto alle problematiche che riguardano ormai l’intero globo e che sembrano crescere in modo esponenziale.

Con la sua opera l’autore fornisce una lettura multilevel, descrivendo sia le matrici culturali, sia i disegni strategici e sia l’evoluzione degli accadimenti originatisi, non tralasciando di narrare episodi e fatti, che hanno avuto un rilievo particolare e determinante.

Nel libro, peraltro inesauribile miniera di informazioni anche originali, viene offerta al lettore e la possibilità di leggere fenomeni attuali ed ancora in corso, la cui evoluzione non può essere sempre prevedibile, cosa questa che consente certamente di meglio orientarsi in questo scenario immenso e variegato, che non ha avuto precedenti nella storia.

Con l’introduzione nel 1994 del Gatt, poi trasformato nel più cogente Wto, comincia la globalizzazione. Essa inizia in un quadro geopolitico che vede come potenza egemone gli Usa, vista la allora recente implosione dell’Urss, la trasformazione in atto in Cina e la posizione dell’Europa già in quel tempo, come peraltro oggi, alla ricerca di un ruolo.

Leggendo il libro si comprende che è iniziata una nuova epoca, della quale sono quasi tutti inconsapevoli, epoca della quale il libro ci descrive appunto lo scenario e la trama.

Ecco alcuni ‘fili’ che il libro dipana 

La posizione del nostro paese, che non ha ancora risorto le problematiche post risorgimentali, né tanomeno quelle nate nel dopo guerra, a cominciare dalle origini della Carta Costituzionale e quelle riguardanti il sistema di governo.

La questione europea, ancora da definire sotto molteplici aspetti: a cominciare dall’euro, i rapporti con gli Usa, la non organicità militare, la politica individuale di alcuni stati in Africa (la Francia, per non fare nomi), le problematiche ancora in essere nei Balcani e negli ex paesi satelliti dell’Urss.

L’azione degli Usa, la loro politica, in particolare quella attuale, sapientemente definita muscolare, compresa ovviamente quella riferita alla complessa e variegata azione di intelligence. I rapporti tra gli Usa e la Cina, ai quali è evidentemente correlata l’azione russa e la sua strategia militare.

L’azione della Cina, il suo sviluppo e la sua espansione esterna, che trae sicuramente origine dalla trasformazione politica interna, apparentemente immobile ma che immobile non è. L’influenza determinante riguardo le due Coree. La politica delle stesse, in particolare quella della Corea del Nord, ben nota a Giancarlo Elia Valori, il quale ha svolto in quel paese un’azione determinante anche riguardo la distensione con gli Usa, oltre che riguardo la nota liberazione degli ostaggi francesi  (di religione ebraica) in mano agli iraniani, resa possibile grazie alla sua personale amicizia con Kim-Il-Sung.

Lo scenario mediterraneo e lo scacchiere del medio oriente, che certamente richiede un nuovo disegno delle strategie da seguire a cominciare a quella riguardante la frammentata Libia. La necessità di rivedere l’accordo Opec, la definizione del panorama siriano, la posizione israeliana, l’azione russa e iraniana nell’area mediorientale. La posizione dei paesi arabi a cominciare dall’Arabia Saudita e dagli altri stati che estraggono petrolio, per non dimenticare la crisi libanese.

La Jihad globale, il fenomeno del terrorismo anch’esso globalizzato, la guerra psicologica, l’azione terroristica svolta in vari paesi e segnatamente svolta in Italia.
L’azione della diplomazia più vecchia del mondo, ovvero quella del Vaticano, soprattutto quella intessuta dal cardinale Parolin, in particolare nel suo viaggio in Russia.
Il nuovo scenario delineatosi con l’inizi della distensione tra Corea del Nord e Usa, le possibili conseguenze e il panorama strategico che potrebbe delinearsi.
Queste sono sommariamente le tematiche trattate nel libro, nel quale le stesse vengono ampliamente descritte e cucite, attraverso la sapiente imbastitura di un filo rosso, che mette in relazione momenti che una lettura non attenta non potrebbe far collegare.

Leggendo questa opera ogni tessera del puzzle, posizionata nel posto giusto, offre uno scenario d’insieme che chiarisce e fa comprendere cose fino a quel momento incomprensibili.
Si tratta certamente di un libro da leggere, ma anche da studiare ed analizzare, dal quale il lettore, lo studioso e coloro che sono chiamati ad azioni di governo possono trarre nozioni ed informazioni, indispensabili e basilari per definire i propri disegni e calibrare la propria azione.
Solitamente la storia può essere scritta solo dopo molto tempo, ma nel leggere il libro si trova già la storia; in questo caso questo testo è narrazione, testimonianza, cronaca e storia insieme. E forse questo è l’aspetto che più colpisce e arricchisce chi legge con attenzione questa ultima fatica di Giancarlo Elia Valori.

La presentazione del volume è avvenuta a Roma, presso il Tempio di Adriano. Sono intervenuti con l’autore Paolo Savona, Ofer Sachs, Giulio Terzi di Sant’Agata, Oliviero Diliberto, Gianni Letta, Luigi Federici. Ha moderato i lavori Stefano Coen.

Giancarlo Elia Valori
È uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale. È stato consulente di qualificati organismi, come nel primo Governo Moro e nella stesura dei primi documenti annuali di programmazione economica e dello Statuto dei lavoratori. È presidente di International World Group – società che ha fondato con il finanziere franco-polacco Roman Zaleski - della Fondazione “Laboratorio per la pubblica amministrazione”, della Delegazione italiana della Fondazione Albertis e membro dell’Advisory Board School of Business Administration College of Management di Israele. Riveste inoltre cariche di presidente onorario di Huawei Italia e di consigliere economico dei colossi cinesi HNA Group e Lujiazui Financial Holding Group, nonché detentore di cattedre presso Yeshiva University di New York, Hebrew University di Gerusalemme e Peking University. Con Rubbettino ha pubblicato “Intelligence e geopolitica” e “Geopolitica dell’incertezza”.
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