Salario minimo, l’analisi di Daverio&Florio: Italia tra i pochi Paesi a non averlo

- di: Barbara Leone
 
In queste ultime settimane con il Decreto Lavoro sono stati riformati diversi aspetti sul mercato del lavoro, tra cui il taglio al cuneo fiscale per i redditi fino a 35mila euro e l’utilizzo dei contratti a tempo determinato. Come ampiamente anticipato, nel nostro Paese dalla riforma resta escluso il salario minimo a livello generale, affidato alla negoziazione dei contratti collettivi. Ma come funziona in alcuni Paesi europei e nel mondo? Secondo l’analisi dello Studio Legale Daverio&Florio, specializzato nel Diritto del Lavoro e nel Diritto della Previdenza Sociale, che in Italia rappresenta il network internazionale Innangard, il salario minimo è presente in quasi tutti i Paesi europei, ad eccezione dell’Italia, della Danimarca, dell’Austria, della Finlandia e della Svezia, ma con valori e applicazioni molto differenti. Considerando esclusivamente i Paesi analizzati, in Francia e in Spagna esiste già da tempo, rispettivamente dal 1950 e dal 1963, mentre i valori più alti si registrano in Lussemburgo (€2.387,40 al mese) e in Germania (€2.080 al mese). La Spagna e l’Olanda hanno aumentato l’importo nel 2023 e la Germania a fine 2022, mentre il Belgio e l’Irlanda hanno già previsto un aumento nei prossimi anni. Svezia e Danimarca, così come l’Italia, seguono modelli basati sulla negoziazione dei contratti collettivi e dei livelli salariali da parte dei sindacati.

Salario minimo, l’analisi di Daverio&Florio: Italia tra i pochi Paesi a non averlo

Entrando nell’analisi, in Germania, il salario minimo è stato introdotto nel 2015 e a fine 2022 è aumentato da €10,45 a €12 euro lordi all’ora, per un totale di €2.080 lordi mensili. Si applica a tutti i dipendenti, con alcune eccezioni, e un ulteriore aumento è in arrivo nel 2024.  In Belgio, sin dal 1975 esiste il reddito minimo mensile medio garantito (GAMMI), che in seguito all'ultima indicizzazione del dicembre 2022 ammonta effettivamente a 1.954,99 euro lordi. È rivolto ai dipendenti con un contratto di lavoro dai 18 anni in su e che lavorano a tempo pieno. Anche qui il salario è spesso soggetto a riforme, ed è previsto un aumento di 35 € lordi (soggetto a indicizzazione) il 1° aprile del 2024 e del 2026. L’Olanda è uno dei Paesi “storici”, con il salario minimo che esiste da ben il 1969. Attualmente il salario minimo mensile ammonta a €1.934,40 lordi grazie al recente aumento del 10,15%. Il salario minimo si applica solo nel caso in cui un dipendente sia assunto con un contratto di lavoro ed è progressivo: dai 15 ai 21 anni aumenta in base all'età, diventando successivamente fisso. Dal 2024, inoltre, l’Olanda introdurrà un salario minimo orario (attualmente è mensile), al fine di renderlo ancora più equo. In Irlanda il salario minimo nazionale è stabilito dal National Minimum Wage Act 2000 (€11,30/ora lordi e €1.909,70/mese lordi), ma verrà sostituito con il salario di sussistenza a partire dal 2026. Per determinare la cifra, il governo irlandese sta adottando un approccio a soglia fissa del 60% del salario mediano, che si stima comporterà un aumento del reddito da €11,30 a €13,10 € lordi all’ora. Attualmente hanno diritto al salario minimo i lavoratori a tempo pieno, a tempo parziale, temporanei, occasionali e stagionali di età superiore ai 20 anni. Ai dipendenti di età inferiore ai 20 anni si applicano aliquote salariali minime diverse.

Il primo salario minimo in Spagna (SMI) risale al 1963. Recentemente il salario minimo è aumentato dell'8% rispetto al 2022, frutto di un accordo tra il governo spagnolo e i due sindacati più rappresentativi a livello nazionale (CCOO e UGT). L’importo attuale è di €1.080 al mese lordi ed è determinato su base mensile o giornaliera (€36/giorno lordi), ma con valori inferiori per i lavoratori temporanei, stagionali e domestici. La Francia è senza dubbio uno dei primi Paesi ad aver introdotto il minimo salariale (attivo dal 1950), valido a tutti i dipendenti che hanno almeno 18 anni, indipendentemente dal contenuto e dalla forma del contratto di lavoro e della retribuzione. Il "salario minimo di crescita interprofessionale" (SMIC) è di €11,52 lordi all’ora, pari a €1.747,20 lordi mensili (per 35 ore), e si rivaluta in base all'aumento dei prezzi e all'aumento del salario medio. Spostandoci nei Paesi extra UE ma sul territorio europeo, in UK dal 1998 esiste il National Minimum Wage Act, con un valore che viene deciso ogni anno dal governo sulla base delle raccomandazioni della Low Pay Commission, basandosi sull’andamento dell'economia, del costo della vita e degli stipendi. Il salario minimo è calcolato considerando una tariffa oraria e l'importo varia in base all'età. Attualmente va da dai 5,28 sterline (6,07 €) lorde per i lavoratori sotto i 18 anni, 7,49 sterline (8,58 €) da 18 a 20 anni, 10,18 sterline (11,66 €) da 21 a 22 anni e 10,42 sterline (11,94 €) da 23 anni e oltre (National Living Wage). Concludiamo infine con la Svizzera, per cui va fatto un discorso a parte. Secondo la legge federale svizzera, infatti, non esiste un salario minimo mensile nazionale. Tuttavia, ci sono cinque cantoni che hanno implementato i salari minimi: si va da circa 19,75 (20,31 € ca.) franchi lordi all’ora definiti dal Canton Ticino ai 24 franchi dal Cantone di Ginevra (24,45 €). Inoltre, ci sono periodicamente iniziative cantonali per l'introduzione di un salario minimo, come avvenuto recentemente a Zurigo dove il primo consiglio comunale ha detto sì all'introduzione di un salario minimo di 23,90 franchi lordi (24,35 €) all'ora. In contrasto, un’iniziativa nazionale per il salario minimo nazionale fu respinta nel 2014.

E negli altri Paesi del mondo? In Messico la National Commission of Minimum Wages (NCMW) ha stabilito per il 2023 il salario minimo di €344,93 lordi, che arriva fino a €519,48 per i dipendenti che si trovano e lavorano negli Stati vicini al confine con gli Stati Uniti, considerando che il costo della vita in quelle zone è più alto che in qualsiasi altro Stato. In Australia il salario minimo nazionale viene rivisto ogni anno ed è attualmente di 21,38 AUD all'ora (circa €13,17) o 812,60 AUD (circa €500,49) a settimana lordi. Esistono inoltre tariffe minime nazionali speciali per i dipendenti giovani (di età inferiore ai 21 anni), per i dipendenti in formazione e per i dipendenti disabili. In Argentina, a causa dell'elevato tasso di inflazione nel Paese, il NBEPM stabilisce un calendario di aumenti del salario minimo, almeno due volte l'anno, che prevede una tariffa mensile e una tariffa oraria. Ad esempio, i dipendenti a tempo pieno per il mese di maggio 2023 hanno come valore mensile 84.512 pesos argentini (circa 338,56 €). Per chi viene pagato al giorno, sono 422,56 pesos argentini (circa 1,69 €) all’ora. Chiude l’analisi la Cina, dove non esiste uno standard salariale minimo unificato e i dipartimenti amministrativi competenti delle regioni amministrative provinciali possono stabilire gli standard salariali minimi corrispondenti in base alle condizioni economiche locali. Il salario minimo in Cina è generalmente suddiviso in due categorie: il salario minimo mensile e il salario minimo orario. Il salario minimo mensile si applica ai lavoratori dipendenti a tempo pieno, mentre il salario minimo orario si applica ai lavoratori dipendenti a tempo parziale. Ma per beneficiarne devono essere soddisfatte alcune condizioni, come avere almeno 16 anni e non essere in pensione, ma non solo.

Lo Studio Legale Daverio&Florio è specializzato nel Diritto del Lavoro e nel Diritto della Previdenza Sociale e fornisce assistenza legale giudiziale e stragiudiziale in Italia e all’estero. È tra i fondatori di Innanagard, il network internazionale di specialisti di diritto del lavoro nato con l’obiettivo di fornire ai propri clienti la migliore assistenza legale anche oltre i confini dei rispettivi Paesi, di cui l’Avvocato Bernardina Calafiori, socio fondatore dello Studio, è Vicepresidente. Possiede uno specifico Dipartimento Studi, diretto dal Prof. Vincenzo Ferrante, ordinario di Diritto del lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano, che ha curato, fra l’altro, la realizzazione del “Codice Europeo del Lavoro”, la prima raccolta delle più importanti norme comunitarie relative ai rapporti di lavoro.

Tags: economia
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