• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

La lunga ombra della guerra: la Russia, l'Ucraina e l’Occidente nel baratro dell’instabilità globale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
La lunga ombra della guerra: la Russia, l'Ucraina e l’Occidente nel baratro dell’instabilità globale

Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina si protrae ormai da quasi due anni, gli eventi sul terreno e le manovre diplomatiche continuano a intrecciarsi in una spirale che lascia pochi spazi alla speranza di una risoluzione imminente. La strategia del Cremlino si fa sempre più spregiudicata, con Vladimir Putin deciso a consolidare il controllo sul Donbass e ad alimentare una narrativa di resistenza all’egemonia occidentale. Dall’altro lato, l’Ucraina, con l’appoggio di Stati Uniti e Unione Europea, gioca una partita ad alta tensione per la propria sopravvivenza, simbolica e politica.

La lunga ombra della guerra: la Russia, l'Ucraina e l’Occidente nel baratro dell’instabilità globale

Ma quello che appare come un conflitto regionale è ormai una sfida globale. La guerra non si combatte solo sul fronte di Bakhmut o tra le rovine di Mariupol, ma anche nei mercati energetici, nei consigli di amministrazione delle grandi multinazionali, nei palazzi della politica europea. Le sanzioni imposte alla Russia hanno avuto un impatto economico significativo, ma non sufficiente a piegare il Cremlino. Anzi, Putin ha trovato sponde strategiche in Paesi come Cina, Iran e persino in alcuni Stati africani, costruendo nuove alleanze economiche e militari per aggirare l’isolamento occidentale.

L’Europa, dal canto suo, vive una fase di inquietudine. La dipendenza energetica dalla Russia si è trasformata in una crisi che ha messo a nudo le debolezze strutturali del continente. Il gas liquefatto americano e i progetti per le rinnovabili non bastano a colmare le lacune di un sistema troppo frammentato e incapace di rispondere con una voce unica. Le divisioni interne all’Unione Europea emergono non solo sulle strategie per affrontare il conflitto, ma anche sul futuro delle relazioni con la Cina, che osserva da vicino l’evoluzione della crisi ucraina per valutare le proprie mosse su Taiwan.

Intanto, l’Ucraina continua a pagare il prezzo più alto. Le città devastate, la popolazione sfollata e una generazione intera segnata dalla guerra raccontano una storia di resistenza, ma anche di disperazione. Zelensky, pur sostenuto da Washington e Bruxelles, si trova a fare i conti con una stanchezza diffusa tra gli alleati occidentali. Gli aiuti militari e finanziari, per quanto cospicui, iniziano a sollevare interrogativi tra gli elettori di molti Paesi europei e americani. Quanto durerà la solidarietà verso Kiev? E a che costo?

In Italia, la guerra ha avuto ripercussioni evidenti. La nostra dipendenza dal gas russo è stata un monito sulla fragilità del sistema energetico nazionale, mentre le divisioni politiche interne si sono riflesse anche nel dibattito sul conflitto. Il governo italiano, pur dichiarando fedeltà agli alleati atlantici, non può ignorare le pressioni di una popolazione sempre più preoccupata per l’aumento del costo della vita.

La realtà è che questa guerra, come ogni conflitto, è una questione di potere. Potere sul territorio, sull’energia, sulle narrazioni. E mentre i grandi giocatori muovono le loro pedine, le vite delle persone comuni diventano danni collaterali, numeri nelle statistiche dei rifugiati o nelle liste dei caduti. In questa scacchiera, nessuno sembra essere realmente vincitore: c’è solo un perpetuo bilanciarsi sul filo del rasoio, mentre il mondo assiste con un misto di impotenza e paura.

La storia ci insegna che ogni guerra finisce, prima o poi. Ma la vera domanda è quale prezzo sarà pagato prima che quel momento arrivi e chi sarà ancora in piedi per raccoglierne i pezzi.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 6 record
16/01/2026
Delcy Rodríguez, la donna rimasta al comando: chi è davvero la leader di Caracas
Delcy Rodríguez, la donna rimasta al comando: chi è davvero la leader di Caracas
15/01/2026
Gaza, al via la fase 2 del piano Trump: “governo tecnico” e lista dei “15”
Gaza, al via la fase 2 del piano Trump: “governo tecnico” e lista dei “15”
14/01/2026
Gaza, nasce un governo tecnico: chi sono i ministri e cosa cambia ora?
A Gaza prende forma un nuovo assetto di governo con una squadra tecnica
14/01/2026
Iran-Usa, stop ai contatti diretti: salta il canale Araghchi-Witkoff
Le comunicazioni dirette tra Iran e Stati Uniti si fermano e il segnale è politico.
13/01/2026
Gaza City sommersa dai rifiuti: 350mila tonnellate e rischio epidemie rapide
A Gaza l’emergenza umanitaria ha anche un volto meno visibile ma altrettanto pericoloso: q...
13/01/2026
Usa e Onu, la ritirata dagli organismi globali cambia gli equilibri
Gli Stati Uniti stanno riducendo la loro presenza in diversi organismi internazionali
Trovati 6 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia