Rapporto Censis: "Incentivare lo sport al femminile per colmare il gender gap"

- di: Barbara Bizzarri
 

"Donne, lavoro e sport in Italia. Per la crescita dei territori e del Paese": questo il titolo del rapporto Censis discusso al Salone d'Onore del Coni in occasione della presentazione del progetto di sostenibilità sociale realizzato da Fondazione Lottomatica e Fijlkam, la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, e che rileva quanto, senza donne che lavorano, e senza donne che fanno sport, il Paese non cresca, o comunque cresca meno di quanto potrebbe. Aumentare il numero delle praticanti, quindi, non è solo un tema di giustizia sociale e di pari opportunità, ma deve porsi anche come una questione di sviluppo e interesse nazionale.

Rapporto Censis: "Incentivare lo sport al femminile per colmare il gender gap"

"Lo sport promuove i valori di inclusione, cooperazione e rispetto ma purtroppo, anche in questo ambito permangono, talvolta, disparità e squilibri di genere che occorre eliminare attraverso una pluralità di azioni - commenta la Vice Presidente Vicario del Coni Silvia Salis -. Dove il talento delle donne non è adeguatamente valorizzato o considerato o è, peggio ancora, umiliato, le conseguenze pesano sulle loro vite e sulla società nel suo complesso, che si trova a dover fare a meno di risorse preziose per capacità e competenze. Quello delle donne, e delle donne che fanno sport, è un contributo fondamentale alla crescita dei territori e di tutto il Paese".

Dallo studio Censis emerge come la donna che fa sport non stia solo meglio nel fisico e nella mente, ma sia anche meglio inserita nella società: lavora, studia, guadagna più di chi non fa esercizio fisico, ed è più moderna, in quanto aderisce a stili di vita e modelli di comportamento più evoluti e sostenibili. Le sportive possiedono titoli di studio più elevati di chi fa una vita sedentaria: il 26,9% è laureata e il 36,5% è diplomata, contro, rispettivamente, il 9,7% di laureate e il 27,3% di diplomate che non praticano sport. La donna che fa attività motoria non solo studia di più, ma lavora anche di più. Tra le over quindicenni che fanno sport, il 49,8% è occupata, il 17,6% è una studentessa e il 13,4% è casalinga. Tra chi non fa sport prevalgono le casalinghe, che sono il 34,3% del totale, seguite da pensionate (24,2%) e occupate (24,2% del totale), mentre le studentesse sono solo il 4,6%.

Il Rapporto sottolinea, anche, come il 45% delle donne che fa attività motoria la

pratichi all'aria aperta: le sportive mettono in atto una serie di comportamenti a minor impatto ambientale, che indicano una maggiore attenzione alla sostenibilità: ben il 74,6% delle donne in età compresa tra i 18 e i 64 anni che fanno sport possiede una bicicletta, contro il 47,3% di chi non fa sport e il 63,8% della media Italia;

Nel complesso, le sportive sono anche più inserite nei percorsi della vita digitale, che semplificano e migliorano la loro vita. Infine, le donne che fanno sport vanno più delle altre a visitare mostre, musei (lo fa il 18,3%, contro una media del 10,8%, che tra le non sportive scende al 3,8%) e leggono più libri (il 67,8% ha letto almeno un libro nell'ultimo anno, contro il 25,9% di quelle che non fanno sport).

Quanto alla distribuzione geografica, la quota delle praticanti è pari al 36,3% del totale delle donne con più di tre anni nel Nord-Est, al 34% nel Nord-Ovest, al 31,9% al Centro e precipita al 19,7% nel Sud e nelle Isole. A livello regionale, si va dal 50,4% di praticanti nel Trentino-Alto Adige, al 13,4% in Calabria, preceduta da Sicilia (17,4%), Campania (17,7%) e Basilicata (17,9%).

Per incentivare la pratica dello sport al femminile nelle aree più svantaggiate del Paese, soprattutto nel Sud Italia, coniugandola con la padronanza di sé che offrono determinate discipline, è al via anche il progetto "Fight like a girl" firmato dalla Fondazione Lottomatica e Fijlkam che organizzerà, a partire da ottobre prossimo e fino a maggio 2024, corsi gratuiti di judo e karate dedicati alle studentesse di cinque aree del Paese: Napoli e Casal di Principe in Campania, Taranto in Puglia, Gela in Sicilia e Lamezia Terme in Calabria. In ciascun territorio Fijlkam ha individuato una società sportiva aderente alla federazione che svolgerà i suoi corsi gratuitamente presso una scuola del territorio, con cui sono previsti singoli accordi di collaborazione, e presso le sue strutture. In questo senso Fondazione Lottomatica contribuirà a sostenere le migliorie agli impianti sportivi e a finanziare le attrezzature che si renderanno necessarie nell'ambito del progetto.

Guglielmo Angelozzi, Amministratore Delegato Lottomatica, ha dichiarato: "Siamo davvero felici di questo accordo tra Fondazione Lottomatica e Fijlkam: l'impegno per lo sport e per l'uguaglianza di genere caratterizza tutte le attività e l'identità di Lottomatica, del cui impegno sociale la nostra Fondazione è espressione sociale. In questo senso, il Rapporto Censis offre le informazioni e le analisi di contesto utili per capire a che punto siamo e che cosa fare per abbattere ogni forma di barriera. Dobbiamo garantire massima uguaglianza anche nello sport che rappresenta uno strumento prezioso di empowerment e di emancipazione".

"Servono campagne mirate, incentivi e maggiori investimenti per avvicinare le bambine e le ragazze allo sport sin dalla giovane età, con il fine di affermare con forza il valore dell'attività sportiva femminile e il diritto delle donne di praticare lo sport anche a livello agonistico. Solo così lo sport potrà diventare davvero un veicolo per promuovere la parità di genere nella società. A tal proposito, oltre agli sforzi individuali di atlete e dirigenti, servono anche politiche coraggiose e lungimiranti da parte delle istituzioni", aggiunge Silvia Salis, Vice Presidente Vicario Coni.

"In Italia il 75% di chi pratica sport da combattimento è di sesso maschile, ma questo non ha impedito al restante 25% di farsi strada a suon di successi. Le nostre atlete riescono sempre a centrare il podio nelle competizioni più importanti come Europei e Mondiali. Nell'ultima edizione dei Giochi Olimpici, a Tokyo, 3 delle 5 medaglie conquistate dagli atleti Fijlkam sono arrivate da donne: i bronzi di Viviana Bottaro, Maria Centracchio e Odette Giuffrida. Gli stereotipi di genere riguardo alla pratica delle arti marziali purtroppo ancora oggi persistono e troppo spesso allontanano bambine e ragazze da discipline affascinanti ed educative che promuovono alti valori morali e permettono di far apprendere le tecniche dell'autodifesa, importantissime al giorno d'oggi. Non esistono sport maschili o femminili. Esiste lo sport e chiunque può praticarlo", sottolinea Domenico Falcone, Presidente Fijlkam.

Per Riccardo Capecchi, Presidente Fondazione Lottomatica, "con questo progetto Fondazione Lottomatica mira a dare un contributo concreto alla diffusione dello sport al femminile in alcuni dei territori italiani a minore integrazione sociale. Occorre combattere gli stereotipi di genere e i pregiudizi che sono ancora radicati nella nostra società: le donne possono eccellere in qualsiasi campo, anche negli sport tradizionalmente maschili. Questo le renderà più consapevoli del proprio corpo e delle proprie capacità, favorendone anche l'indipendenza".

"Lo sport è veicolo di benessere, inclusione e modernità. I dati dimostrano che le sportive lavorano di più e meglio di chi non fa sport, stanno meglio con sé stesse e con gli altri e adottano stili di vita più moderni e sostenibili. E nei territori dove sono di più le donne che fanno sport, c'è anche più lavoro e maggiore sviluppo", conclude Anna Italia, Responsabile di ricerca Censis.

Sempre in base al Rapporto, è da rilevare che quasi 20 milioni di italiani praticano sport, in modo saltuario o continuativo: di questi, oltre 8 milioni e mezzo sono donne e rappresentano il 43,3% del totale degli sportivi. Considerando che le donne sono il 51,1% della popolazione, è evidente che persiste un divario di genere nello sport, che però si è andato progressivamente assottigliando negli ultimi anni in cui sono cresciute soprattutto le atlete agoniste. Il 29,2% delle donne con più di tre anni pratica almeno uno sport (venti anni fa era il 23,3%), e di queste 6 milioni e mezzo (il 21,8%) lo fanno con continuità (venti anni fa era il 15,7%). Restano ancora escluse da questa pratica di massa 12 milioni di donne (40,6% del totale).

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