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Brexit, il Tesoro ammette il conto salato: tasse su nel budget

- di: Matteo Borrelli
 
Brexit, il Tesoro ammette il conto salato: tasse su nel budget
Brexit, Reeves ammette il conto salato: tasse su nel budget
La ministra del Tesoro prepara una manovra d’autunno fatta di aumenti e tagli. “L’uscita dall’Ue è costata più del previsto”, dice. Deficit in salita, crescita moscia, inflazione ancora oltre il target della Bank of England (BoE).

Rachel Reeves (foto) ha scelto la via della franchezza: “L’impatto della Brexit sull’economia è stato peggiore del previsto”. Il messaggio, lanciato a Birmingham, mette al centro i costi operativi per le imprese, l’attrito sui flussi commerciali e la burocrazia generata dal divorzio da Bruxelles. Obiettivo dichiarato: ricucire i rapporti con l’Ue per ridurre i costi non tariffari che pesano dal 2016.

Il buco nei conti pubblici

Nei conti dello Stato la realtà è testarda: disavanzo in aumento, interessi sul debito ancora impegnativi e spesa indicizzata che frena i margini. Settembre ha mostrato un profilo di entrate e uscite più teso rispetto all’anno scorso, segnale che la manovra d’autunno dovrà essere incisiva.

Tasse in crescita e forbici alla spesa

La rotta è tracciata: aumenti d’imposta mirati e tagli selettivi alla spesa. La cancelliera dello Scacchiere lo ha già anticipato, legando la stretta al combinato disposto di Brexit e anni di politiche restrittive. Gli osservatori parlano di nuovi gettiti per “miliardi” e di un’agenda di efficienza sul lato della spesa.

Inflazione e target BoE

L’inflazione è in discesa ma non è mission accomplished: il target della Bank of England al 2% resta il faro, e finché non verrà centrato in modo stabile, gli spazi fiscali resteranno stretti. Gli oneri finanziari legati al debito continuano infatti a incidere sul bilancio.

Reset con l’Europa: opportunità e vincoli

L’idea del “reset” con l’Ue mira a riallineare standard e procedure per ridurre frizioni e costi. Ma una trattativa è fatta di dare e avere: l’accesso agevolato ai mercati continentali avrà contropartite, e l’effetto su export e produttività dipenderà dalla profondità dell’accordo.

Imprese e famiglie: cosa cambia davvero

Per il tessuto produttivo, meno attriti con l’Europa significherebbe più prevedibilità e un ambiente più favorevole agli investimenti; nel breve, però, il peso di tasse più alte e domanda ancora debole continuerà a frenare. Per le famiglie, il rischio è un Welfare più avaro proprio quando il potere d’acquisto non è ancora pienamente recuperato.

La scommessa politica

Reeves trasforma la manovra in un atto di verità: pagare oggi per semplificare domani. Ma senza risultati rapidi su accordi tecnici con l’Ue, investimenti e produttività, la stretta rischia di essere percepita come un sacrificio senza ritorno. L’esecuzione, non gli slogan, deciderà il giudizio degli elettori. 

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