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Per l'economia il Coronavirus segnerà un "prima" e un "dopo"

- di: Diego Minuti
 

Parafrasando il titolo di un film di successo, il corona virus, che per qualcuno era poco più di una fastidiosa influenza, si è trasformato nel giro di poche settimane in una tempesta perfetta che, simile ad un mostro a tre teste, sta colpendo l'Italia al cuore dell'economia, della salute pubblica, della vita di tutti i giorni. Qualcosa, che lo vogliamo o no, destinato a segnare un confine, un ''prima'' e un ''dopo'' di cui ci ricorderemo, purtroppo, per parecchie generazioni. I numeri, tutti al negativo, seguono ormai un andamento costante, con i contagiati che hanno superato la quota di 26 mila, con 2941 guariti e 2503 morti (con la doverosa distinzione, che però è difficile da elaborare, tra deceduti esclusivamente per il virus o per il suo effetto in un organismo già debilitato da gravi patologie o dall'età avanzata). Il dato che è veramente inquietante riguarda la Lombardia dove, nonostante la Regione abbia per prima adottato delle misure di contrasto al virus, il contagio aumenta in modo preoccupante, tanto da spingere il presidente della Giunta, Fontana, ad esprimere per l'ennesima volta il suo sconcerto per il fatto che in molti eludono l'invito a non uscire di casa se non per motivi seri, andandosene in giro tranquillamente. E c'è anche da riflettere sul fatto che l'8 per cento dei totale dei contagiati sono operatori sanitari, a conferma della gravità della situazione ed anche dello sforzo immane che medici, infermieri, clinici di laboratorio stanno sopportando restando per molte ore a contatto diretto con gli infettati. Allo stesso modo sono negativi anche i dati che si riferiscono all'economia e che possono essere conteggiati ora per ora, minuto per minuto, con la borsa di Milano in fortissima sofferenza ed lo spread che ha sfondato quota 300, come non accadeva ormai da sette anni. Le disposizioni mirate al contenimento del contagio si stanno dimostrando di una certa efficacia, anche se in giro si stanno vedendo delle trasgressioni nelle quali una persona dotata di una intelligenza appena normale non incorrerebbe mai. Come è successo a Roma ed a Catania (dove gruppi di stravaganti giocherelloni si sono riuniti davanti a locali pubblici stranamente aperti) e come, incredibilmente, è accaduto a Messina dove, in piena emergenza, decine di medici hanno pensato bene di attraversare in pullman, con le rispettive famiglie, tutta l'Italia per fare una settimana bianca a Madonna di Campiglio dove alcuni di loro sono stati infettati e, quindi, hanno messo a rischio i loro assistiti una volta tornati in Sicilia. La conseguenza di questa criminale superficialità è che il numero delle persone denunciate per essere state trovate fuori da casa senza un motivo è , ad oggi, è di più di  43 mila.  Purtroppo la velocità con cui si sta propagando il contagio e le ripercussioni che questa situazione determina rendono difficile ogni previsione, sia per quanto riguarda l'aspetto medico che quello economico. 
Il Governo ha varato il suo decreto, il ''Cura Italia'', cercando di approntare una prima barriera frangiflutto contro quella che però è una tempesta e tutto lascia pensare che di provvedimenti ne serviranno altri e di maggiore impatto. Ovvero, stanziamenti di più forte consistenza perché da questa crisi il Paese uscirà con ferite profonde e che richiederanno anni per essere definitivamente guarite. L'emergenza da corona virus viene affrontata dai Paesi che ne sono colpiti in modo sostanzialmente eguale (ovvero, sostegno a famiglie ed imprese e rafforzamento del sistema sanitario pubblico), ma con strumenti la cui efficacia è resa più o meno determinante a seconda del ''gruzzolo'' a disposizione dei governi. Tanto per non andare lontano, la Germania ha elaborato una strategia a tutela, oltre che della salute dei cittadini, del proprio tessuto produttivo (che tanto male non sta), con una previsione di spesa di 550 miliardi di euro. Cosa che in Italia possiamo solo sognare, magari facendo ricorso a sostanze chimiche che stimolano la fantasia. Per restare in materia di stanziamenti, anche il Canada come l'Italia ha messo sul piatto 25 miliardi (non in euro, ma in dollari canadesi, quindi circa 16 miliardi di euro), ma a fronte di una popolazione che, fonte Ice, sfiora i 36 milioni di abitanti e con un'economia che macina record positivi, a cominciare da quelli relativi all'occupazione, anche giovanile. Si dirà che ciascuno dà quel che può, ovvero impegna tanto quanto il bilancio (vero, reale, futuribile, auspicato) consente. Ma, con il massimo rispetto per lo sforzo che l'esecutivo di Giuseppe Conte sta affrontando, forse questi 25 miliardi di euro possono essere considerati solo come un primo stanziamento, fidando nella benevolenza di Bruxelles. Il dramma che il corona virus fa aleggiare sul nostro Paese si può quasi toccare, lo si legge negli occhi smarriti che spuntano dalle mascherine, ormai entrate nell'abbigliamento usuale degli italiani. Solo tra qualche settimana l'Italia sarà in grado di tirare una riga e fare un conto realistico di quanto questa ''poco più d'un'influenza'' sarà costata all'economia reale. Locali pubblici e di svago chiusi, negozi desolatamente vuoti, società più o meno piccole del settore turistico che non lavorano da settimane, l'agroalimentare che paga anche l'ignoranza su come il contagio si espande: quanto alta sarà la bolletta della crisi? Certo molto più dei 25 miliardi che, ripetiamo, sono uno stanziamento importante, ma da cui si deve partire per il varo di provvedimenti che siano realmente capaci di preparare la base per la ripartenza del sistema-Italia.  

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