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L’ultimo saluto a Papa Francesco, in migliaia nella Basilica di San Pietro

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
L’ultimo saluto a Papa Francesco, in migliaia nella Basilica di San Pietro

È stato accolto da un lungo, commosso applauso il passaggio del feretro di Papa Francesco, traslato questa mattina da Casa Santa Marta alla Basilica di San Pietro, dove resterà esposto fino a venerdì alle ore 20. La salma del pontefice è stata adagiata a terra, direttamente davanti all’altare della Confessione e non su un catafalco, come avvenuto per altri predecessori.

L’ultimo saluto a Papa Francesco, in migliaia nella Basilica di San Pietro

È un gesto che rispecchia la sobrietà e l’umiltà che hanno contraddistinto il suo pontificato. Durante il rito, il corpo è stato asperso con acqua benedetta e incensato, come vuole la tradizione. In prima fila, a vegliare, la cosiddetta famiglia pontificia: medici, infermieri, suore e collaboratori che lo hanno accompagnato nell’ultimo tratto della sua vita.

Un’omelia di popolo e di memoria

Nei pressi della basilica, fin dalle prime ore del mattino, migliaia di persone si sono riversate per rendere omaggio al pontefice argentino. Volti segnati dalla commozione, mani giunte, sguardi silenziosi e devoti. Papa Francesco, il primo gesuita, il primo sudamericano, ha saputo toccare corde profonde nell’animo collettivo, anche al di là del mondo cattolico. L’omelia che accompagnerà la celebrazione funebre, prevista sabato 26 aprile alle ore 10, sarà tenuta dal decano del Collegio cardinalizio. Dopo il rito, la bara sarà traslata a Santa Maria Maggiore per la tumulazione, nel rispetto del desiderio espresso da Francesco stesso di riposare in un luogo legato alla sua devozione mariana.

Cinque giorni di lutto nazionale e sobrietà per il 25 Aprile

Il Consiglio dei Ministri ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale, iniziati già nella giornata di ieri. Le bandiere saranno listate a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici e nelle ambasciate italiane all’estero. Il governo ha ribadito che le manifestazioni pubbliche, incluse le celebrazioni del 25 Aprile, si svolgeranno regolarmente ma con toni “sobri e consoni” al momento di raccoglimento che sta attraversando il Paese. La premier Giorgia Meloni prenderà la parola oggi pomeriggio alla Camera dei deputati per una commemorazione ufficiale, alla presenza dei vertici istituzionali e di esponenti della Chiesa.

Il Conclave entro il 10 maggio, si apre la fase della successione

Mentre il mondo rende omaggio al Santo Padre, si apre parallelamente la delicata fase della successione. Il Conclave per l’elezione del nuovo pontefice dovrà essere convocato entro il 10 maggio. Sono già iniziate le riflessioni e le ipotesi attorno ai cosiddetti “papabili”: dodici i nomi che circolano con maggiore insistenza, rappresentativi delle varie sensibilità all’interno della Chiesa universale. La sfida sarà mantenere l’equilibrio tra la spinta verso una maggiore apertura e la volontà di salvaguardare i capisaldi della dottrina.

Leader da tutto il mondo per le esequie. L’assenza di Putin, il silenzio di Netanyahu

L’addio a Papa Francesco sarà anche un evento diplomatico globale. Tra i leader annunciati a San Pietro, figurano Joe Biden, Donald Trump, Volodymyr Zelensky, Emmanuel Macron, Olaf Scholz, Ursula von der Leyen, Roberta Metsola, Javier Milei, Lula, Keir Starmer e i reali di Spagna. Assente Vladimir Putin, mentre la Cina ha diffuso un messaggio di cordoglio sottolineando i “contatti costruttivi” avuti durante il pontificato per migliorare i rapporti con la Santa Sede. L’assenza più significativa è forse quella del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che non ha rilasciato dichiarazioni. Israele sarà rappresentata dall’ambasciatore presso la Santa Sede e dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, che ha ottenuto una deroga allo Shabbat per presenziare.

Un’eredità spirituale e politica destinata a lasciare traccia

Papa Francesco lascia in eredità un pontificato segnato da riforme, aperture e momenti di forte impatto simbolico. Dalla lotta agli abusi nella Chiesa alla difesa dei migranti, dal dialogo interreligioso alla scelta di vivere con semplicità, il suo magistero ha tracciato un solco profondo, che il futuro pontefice dovrà necessariamente confrontare. Le esequie di sabato non saranno solo un congedo, ma anche l’inizio di una nuova stagione nella storia della Chiesa.

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