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Padre Sorge: "L'enciclica "Fratelli tutti" una 'globalizzazione della solidarietà"

 
L'enciclica ''Fratelli tutti'' , come tutte quelle di papa Francesco, sta dando spunti di riflessione che non toccano solo l'aspetto religioso del suo contenuto, ma lo sguardo attento che essa rivolge alla società contemporanea, su come cambia il comune pensare davanti ad eventi epocali. Su questo il giornalista Mimmo Sacco ha intervistato il teologo padre Bartolomeo Sorge, ex direttore di Civiltà Cattolica. Eccone alcuni significativi passaggi dell'intervista (il cui testo integrale sarà pubblicato nel prossimo numero di Italia Informa).

Sull'invito formulato da papa Francesco a trovare un comune agire nei confronti dell'emigrazione, padre Sorge sostiene che ''non tocca alla Chiesa indicare le scelte politiche da fare per risolvere questo complesso fenomeno. L'emigrazione, però, risveglia le forze spirituali per contribuire a risolverlo, indicando nell’individualismo la mala radice da estirpare e dalla quale provengono l’egoismo e il razzismo, che impediscono una soluzione umanitaria del problema. Sono difficoltà reali, che si possono vincere, insiste il Papa, se accoglieremo gli «altri», i «diversi» come fratelli. La globalizzazione della solidarietà, conclude l’enciclica, è l’unica vera risposta alla «globalizzazione dell’indifferenza» ''.

Nell'enciclica, Francesco invita alla fraternità, abbandonando quindi la generalizzata indifferenza, mentre oggi l’individualismo sembra essere divenuto una sorta di pensiero unico dominante.
Su questo punto padre Sorge afferma che Francesco "lo sappiamo, rifugge dai discorsi dottrinali astratti. Nella 'Fratelli tutti' egli indica concretamente due modi principali di essere oggi «buoni samaritani», per vincere l’egoismo (frutto avvelenato dell’individualismo), che rende indifferenti dinanzi alle più gravi violazioni della dignità, della libertà e dei diritti umani. Si diventa «buoni samaritani» in due modi: attraverso il dialogo e una «migliore politica»".

Sul sempre manifesto interesse del pontefice alla politica internazionale, in cui si è sempre schierato a difesa dei Paesi più deboli, padre Sorge spiega che: ''Francesco, senza preoccuparsi di avere il consenso di tutti, interviene perché ritiene che sia missione della Chiesa spendersi per lo sviluppo integrale dell’umanità. La promozione umana è parte essenziale della evangelizzazione. In concreto, se l’Onu non recupera la sua forza e, quindi, la sua credibilità, è in pericolo la stessa pace nel mondo. Perciò, denunciare questo pericolo e favorire iniziative di pace, compresa la riforma dell’Onu, rientra nella missione della Chiesa. Non si tratta di suggerire ai politici che cosa devono fare; ma la Chiesa è tenuta a risvegliare le coscienze, a indicare – guidata dal Vangelo – i valori su cui è possibile costruire un mondo migliore, fondato sulla giustizia e sulla pace''.

In molti sottolineano la forte convinzione ambientalista di Francesco, manifestata anche nella sua ultima enciclica. Su questo il giudizio di padre Sorge è chiaro: "L’enciclica Fratelli tutti conferma quanto papa Francesco ha già scritto nell’enciclica Laudato si’. Queste due encicliche, insieme al Documento sulla fratellanza umana, firmato ad Abu Dhabi con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb (febbraio 2019) formano una trilogia, in cui si compendia il messaggio centrale del pontificato di Francesco. Esso si riassume nel concetto di «ecologia integrale», di cui la questione sociale e la questione ecologica sono aspetti inseparabili".
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