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Nuova Carta dei Suoli, Confai: “Strumento chiave per tutelare agricoltura, reddito e biodiversità”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Nuova Carta dei Suoli, Confai: “Strumento chiave per tutelare agricoltura, reddito e biodiversità”

Entro la metà del 2026 l’Italia avrà una nuova Carta dei Suoli in scala 1:100.000, un avanzato strumento cartografico voluto dal CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria), che promette di rivoluzionare la gestione agricola nel Paese. L’iniziativa, frutto anche della collaborazione con il Masaf, è stata salutata con favore da Confai Bergamo, che sottolinea il valore strategico della nuova mappatura per affrontare le sfide legate al consumo di suolo e al cambiamento climatico.

Nuova Carta dei Suoli, Confai: “Strumento chiave per tutelare agricoltura, reddito e biodiversità”

“La recente iniziativa del CREA rappresenta un passo avanti fondamentale per proteggere e valorizzare l’agricoltura e la biodiversità”, ha affermato Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo. Il nuovo strumento si avvale infatti di approcci tecnologici d’avanguardia e di strumenti di intelligenza artificiale in grado di analizzare in modo approfondito le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dei terreni agricoli. Una base conoscitiva indispensabile per ottimizzare le scelte colturali, migliorare la gestione delle risorse idriche e contenere gli input produttivi.

Allarme perdita di superfici agricole
Il progetto arriva in un momento critico per l’agricoltura lombarda. “In provincia di Bergamo – ha spiegato Leonardo Bolis, presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardiala perdita di terreni agricoli dal 2021 ad oggi si stima tra i 100 e i 150 ettari l’anno”. Si tratta di un fenomeno che, pur avendo rallentato rispetto al decennio precedente, continua a rappresentare una seria minaccia per la sostenibilità della filiera agroalimentare e per l’equilibrio ecologico del territorio.

Difesa del reddito agricolo e degli ecosistemi
Confai vede nella Carta dei Suoli uno strumento non solo tecnico, ma anche politico ed economico, capace di incidere sulle strategie produttive e di proteggere la redditività delle imprese agricole. L’azione promossa dal CREA viene interpretata come un atto concreto di difesa dell’ambiente e del lavoro agricolo. “Merita un plauso – sottolineano i dirigenti – il lavoro che il CREA sta realizzando per dare valore alla risorsa suolo in un’ottica complessiva di sostenibilità”. Un riconoscimento che rafforza il ruolo della ricerca pubblica come leva per affrontare i grandi cambiamenti in atto nel settore primario.

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