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Npl bancari, il Governatore Visco punta il dito sulla lentezza delle giustizia civile

- di: Redazione
 
"I ritardi della giustizia civile continuano a essere la principale causa delle difficoltà nella riduzione degli Npl nel nostro paese. Progressi su questo fronte consentirebbero di avviare rapidamente procedure di ristrutturazione d’impresa, quando possibili, o procedere al recupero dei crediti. Efficaci procedure di ristrutturazione d’impresa si tradurrebbero, oltre che in minori Npl, in maggiore produzione e occupazione. Una giustizia civile più rapida contribuirebbe anche ad assicurare il buon funzionamento del mercato secondario degli Npl".
È stato netto il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella sua audizione presso Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Per quanto si possa fare sul fronte dei margini di flessibilità nell’applicazione delle regole prudenziale, la cura radicale per la questione dei crediti deteriorati è una giustizia civile celere. Parole che arrivano dritte verso il nuovo Governo e in particolare verso la nuova ministra della Giustizia, Marta Cartabria.

"Maggiori margini di flessibilità nell’applicazione delle regole prudenziali, anche in materia di crediti deteriorati, sono stati introdotti negli ultimi mesi" – ha scandito il Governatore - "altri se ne possono individuare. È tuttavia essenziale che essi non mettano in discussione la capacità delle banche di finanziare adeguatamente l’economia, in particolare nella fase complessa dell’uscita dall’emergenza sanitaria. Alla flessibilità da parte delle autorità di vigilanza deve corrispondere il presidio e la mitigazione dei rischi da parte degli intermediari".
Il Governatore, citando un passo delle sue ultime Considerazioni finali sulla Relazione annuale della Banca d’Italia, ha ribadito che "contano, a motivare la dimensione e la lentezza della riduzione dello stock di crediti deteriorati, la lunghezza delle procedure e legittime ragioni di bilancio".

In presenza di informazioni non sempre adeguate, ha spiegato Visco - di inerzia nel ricercare recuperi e ristrutturazioni, questi motivi non sono sufficienti a tranquillizzare mercati, analisti, regolatori: "Rimarcare le differenze tra paesi, nelle norme e nelle prassi, serve a poco. Bisogna prenderne atto, e liberarsi rapidamente, come si fa altrove, dei crediti che vanno a deteriorarsi. Bisogna continuare a lavorare per imparare a farlo in modo ordinato, anche adeguando norme e prassi a quelle prevalenti a livello internazionale".

Il Governatore ha anche rilevato che i bilanci bancari non hanno ancora risentito in misura significativa della crisi pandemica. Il rapporto tra nuovi Npl e totale dei prestiti è sinora rimasto su valori storicamente molto bassi, attorno all’1%. La crescita dei crediti deteriorati è stata contenuta dalle misure di sostegno alla liquidità di imprese e famiglie (moratorie e garanzie pubbliche sui prestiti), da quelle di sostegno ai redditi delle famiglie e all’attività di impresa, dalla politica monetaria espansiva della Bce. Vi ha contribuito il miglioramento, negli ultimi anni, della condizione finanziaria delle nostre imprese.

E ha scandito: "Sebbene gli Npl siano scesi, in rapporto al totale dei prestiti, al 5,5 e al 2,7 per cento rispettivamente al lordo e al netto delle rettifiche di valore, siano destinati ad aumentare in conseguenza della crisi pandemica, il tasso di ingresso in default dovrebbe mantenersi ben al di sotto dei picchi raggiunti nei precedenti episodi di recessione della nostra economia".
Insomma, le ferite sono rimarginate, ma non guarite. Per farle guarire e garantire maggiore crescita al Paese la chiave sta e resta nella giustizia civile.
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