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Università, il ministro Manfredi: "Uno studente su due pagherà di meno"

 
Uno dei primi settori fortemente colpiti dalla crisi sanitaria da Coronavirus è stato quello delle Università, con diversi atenei che sono stati immediatamente chiusi quando l'emergenza è iniziata nel nostro paese e hanno proseguito lezioni e persino lauree per via telematica fino ad ora.

La speranza di Governo e di tutto il mondo universitario è quella di riaprire presto ma intanto sono probabili grossi cambiamenti per quanto riguarda pagamenti e rette, in modo da evitare un possibile drastico calo nelle iscrizioni per il prossimo anno. Come spiegato chiaramente da Gaetano Manfredi: il ministro dell'Università ha parlato ai microfoni di Repubblica, confermando che nei prossimi giorni tenterà di chiudere la stesura di decreti attuativi per articoli di legge che riguardino atenei pubblici (oltre che l'Alta formazione artistica e musicale).

La paura è quella di vedere una perdita di circa il 20% delle matricole iscritte, per questo "uno studente su due pagherà meno tasse". Il punto fondamentale dei provvedimenti riguarderà l'innalzamento dell'asticella ISEE da parte dello studente o della famiglia, fondamentale per il calcolo della retta da pagare, per la cosiddetta "no tax area" che sarà fissata a 20.000 euro lordi invece che 13.000.

"L'area di sconto" - spiega il ministro - "sarà compresa fra 20.000 euro e 30.000, con il secondo blocco che subirà un taglio delle tasse di circa il 50%. In più gli studenti potranno essere collocati nelle aree no tax oppure quella scontata se presenteranno un'autocertificazione che prova come l'emergenza dovuta all'epidemia da Coronavirus ha portato una forte riduzione dei guadagni dall'attività di famiglia".

Il decreto metterà a disposizione circa 50 milioni di euro per tutti gli atenei pubblici che permetterà di abbassare le tasse universitarie, con i Senati accademici che decideranno autonomamente le modalità. Ma Manfredi non si ferma qui: "Avremo anche 40 milioni per aumentare borse di studio e chiudere il fenomeno degli aventi diritto che però non sono beneficiari, con questa cifra che si potrebbe raddoppiare grazie all'intervento delle Regioni".

Altre sfide da affrontare saranno quella della crescente digitalizzazione delle attività universitarie (altri 20 milioni a disposizione) e l'istituzione di un incentivo per la chiamata di studenti e docenti dall'estero. "Vogliamo favorire il rientro in Italia dei nostri cittadini" - ha detto il ministro dell'Università - "e per farlo potremmo usare il bonus legato alla ricerca o alle attività complementari". Dei cambiamenti che porteranno una profonda mutazione nel mondo dell'Università, pronto a ripartire dopo un'emergenza risolvibile unicamente con riforme che hanno studenti e docenti come primi beneficiari. 
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