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Marine Le Pen attacca dopo la condanna: "Sentenza politica"

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Marine Le Pen attacca dopo la condanna: 'Sentenza politica'

Marine Le Pen, la donna che negli ultimi dieci anni ha ridisegnato la geografia politica della Francia portando l’estrema destra sempre più vicina al potere, è stata condannata a quattro anni di carcere e a cinque anni di ineleggibilità. Il verdetto è arrivato come un terremoto a pochi passi dall’Eliseo, perché cancella – almeno per ora – le sue ambizioni di correre alle presidenziali del 2027 e apre un vuoto pesantissimo dentro il Rassemblement National, il partito che Le Pen guida e che negli ultimi anni è diventato la principale forza d’opposizione in Francia.

Marine Le Pen attacca dopo la condanna: "Sentenza politica"

La condanna riguarda uno dei dossier giudiziari che hanno segnato gli ultimi anni della politica europea: quello sugli assistenti parlamentari assunti al Parlamento di Strasburgo. Secondo la sentenza, Marine Le Pen avrebbe utilizzato fondi pubblici destinati al lavoro parlamentare per finanziare le attività del suo partito in Francia. Un meccanismo rodato e sistematico, che le ha garantito per anni un vantaggio economico illecito. La corte ha ritenuto provato che quegli stipendi pagati dall’Unione Europea fossero in realtà un modo per sostenere la macchina politica del Rassemblement National. Un verdetto pesante, che arriva dopo mesi di udienze, decine di testimoni e un lavoro d’indagine che ha scoperchiato la gestione opaca dei fondi europei da parte del partito.

Le Pen respinge l’accusa e parla di “sentenza politica”

La reazione di Marine Le Pen non si è fatta attendere. “È una dichiarazione di guerra politica”, ha detto parlando ai giornalisti subito dopo aver appreso della condanna. La leader della destra francese ha annunciato che presenterà appello e che non ha alcuna intenzione di farsi da parte. Le sue parole sono un attacco diretto alla magistratura, accusata di comportarsi “come in un regime autoritario”. Per Le Pen, quella che si sta consumando in Francia è una caccia alle streghe: una manovra orchestrata dalle élite e dalle istituzioni europee per impedire che l’estrema destra possa arrivare al potere con il voto popolare.

L’ondata di solidarietà e la reazione dei sovranisti

Non sono mancate le reazioni nel campo della destra europea. Il primo a schierarsi con Le Pen è stato Viktor Orban, che ha parlato di “processo politico” contro un’avversaria scomoda all’establishment europeo. Dalla Russia è arrivato un comunicato del Cremlino che definisce la sentenza “preoccupante per lo stato di diritto in Europa”. Matteo Salvini ha parlato di “un attentato alla democrazia” e Santiago Abascal, leader di Vox in Spagna, ha aggiunto che “non riusciranno a far tacere il popolo francese”. Persino Jair Bolsonaro e Donald Trump hanno fatto sapere di considerare la condanna di Le Pen un segnale inquietante per la democrazia occidentale.

L’impatto sulla corsa all’Eliseo e gli scenari futuri

La condanna di Marine Le Pen cambia radicalmente la partita per le presidenziali francesi del 2027. La leader del Rassemblement National, che aveva sfiorato la vittoria contro Emmanuel Macron nel 2017 e nel 2022, non potrà candidarsi se la sentenza verrà confermata in appello. Il rischio per il suo partito è di implodere, privato della sua figura simbolo e del collante che aveva tenuto insieme le diverse anime della destra radicale. A prendere il suo posto potrebbe essere Jordan Bardella, l’attuale presidente del RN, ma la sua leadership è ancora fragile e legata a filo doppio al carisma della sua mentore.

Un precedente che pesa su tutta l’Europa sovranista

La vicenda giudiziaria di Le Pen va ben oltre i confini della Francia. È il primo caso in cui un leader dell’estrema destra europea viene condannato con una pena che ne impedisce la partecipazione diretta alle elezioni presidenziali. Un segnale che rischia di pesare come un macigno sul futuro dei movimenti populisti e sovranisti che, negli ultimi anni, hanno trovato nella Francia e nella figura di Marine Le Pen un punto di riferimento e un modello da seguire. Per molti osservatori, il processo e la condanna potrebbero segnare un prima e un dopo nella storia politica dell’Unione Europea.

La polarizzazione crescente e l’incognita sul voto
Quello che è certo è che la Francia, già attraversata da tensioni sociali e da un clima politico infuocato, esce da questa sentenza ancora più polarizzata. I sostenitori di Le Pen parlano apertamente di “giustizia a orologeria” e denunciano un sistema che usa i tribunali per eliminare gli avversari. Dall’altra parte, le forze politiche moderate esprimono sollievo per la condanna, vedendola come la conferma che nessuno è al di sopra della legge. Il prossimo passaggio sarà l’appello, ma intanto la partita per l’Eliseo è già cambiata.

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