Con l'attenuarsi della pandemia gli Stati Uniti fanno i conti con l'inflazione

- di: Brian Green
 
Gli Stati Uniti cominciano a fare seriamente i conti con l'inflazione, mentre il lento regredire della pandemia sta determinando un forte incremento della domanda dei consumatori, dopo la carenza di offerta. I prezzi al consumo complessivi a maggio sono aumentati del 5% rispetto all'anno precedente, cioè - secondo quanto riferito ieri dal Dipartimento del Lavoro -, il più consistente aumento dal 2008. L'analisi degli aumenti testimonia un ritorno ai livelli di prezzo ''normali'' o, comunque, a quelli del periodo precedente alla pandemia, che aveva fatto registrare il loro declino per la chiusura delle attività e il complesso di restrizioni adottate per arginare il contagio.

Gli aumenti più significativi si sono registrati nei prezzi delle tariffe aeree, dei ristoranti e degli abiti da donna, a testimonianza che gli americani, dopo molti mesi di compressione delle attività non strettamente legate al lavoro, stanno cercando di tornare alla normalità rivolgendosi a beni o prodotti non necessariamente fondamentali.
Ma ci sono aumenti - come quelli del prezzo di autoveicoli, anche per uso lavorativo - che sono conseguenza di carenza di componenti. Ma questi vengono considerati aumenti destinati ad esaurirsi nel breve periodo e, quindi, non replicabili in futuro.

Nello specifico, per quanto riguarda l'aumento dei prezzi, quelli dei ristoranti tradizionali (quindi non quelli, ad esempio, del cosiddetto fast food) sono cresciuti dello 0,6% nel mese di maggio, ma, rispetto al 2020, la crescita è stata del 4%. La lentezza nella crescita dei prezzi dei generi alimentari viene messa in relazione al fatto che molte persone hanno mangiato di più a casa.
Secondo le elaborazioni di OpenTable, piattaforma di prenotazione dei ristoranti americani, il numero medio di commensali seduti nella prima settimana di giugno è diminuito solo del 9% rispetto ai livelli del 2019. Molto meglio della prima settimana di maggio, quando erano in calo del 21% rispetto a due anni prima. La possibilità di tornare a spostarsi ha anche determinato un aumento delle tariffe aeree del 24,1% a maggio rispetto a un anno prima, mentre i prezzi di hotel e motel sono aumentati addirittura del 9% nello stesso periodo.

In ogni caso, le tariffe aeree sono ancora in calo del 12% rispetto ai livelli di febbraio 2020, mentre i prezzi per hotel e motel sono scesi del 4,6%. Per quanto riguarda l'abbigliamento, i prezzi per abiti (soprattutto da donna) sono crollati lo scorso anno, cosa che viene messa in relazione all'annullamento, a causa della pandemia, degli eventi sociali e del massiccio ricorso al lavoro da casa. Per quanto riguarda il settore degli autoveicoli, la crisi mondiale dei semiconduttori, accentuata dalla pandemia, ha fortemente rallentato la produzione degli stabilimenti americani, determinando quindi un prosciugamento delle scorte delle concessionarie.

La carenza di auto nuove ha poi ridotto l'offerta di quelle usate, dal momento che i proprietari preferiscono non vendere. Cosa che ha provocato, a maggio, un aumento dei prezzi delle auto e dei camion usati del 29,7% rispetto a un anno fa. Una crisi che, negli Stati Uniti, ha ripercussioni anche nel settore delle compagnie di autonoleggio, che lo scorso anno hanno venduto molti veicoli delle loro flotte quando i viaggi sono crollati. Durante la pandemia sono aumentati molto i prezzi di mobili, elettrodomestici e altri beni per la casa. Un fenomeno che sta proseguendo, dal momento che la gente trascorre ancora molto tempo a casa.
Il Magazine
Italia Informa - N°2 Marzo-Aprile 2021
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