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Fed, taglio aggressivo troppo pericoloso: inflazione core non molla

- di: Bruno Coletta
 
Fed, taglio aggressivo troppo pericoloso: inflazione core non molla
Fed, taglio aggressivo troppo pericoloso: inflazione core non molla
Tra segnali di debolezza sul lavoro e pressioni inflazionistiche coriacee, la Fed pare destinata a muoversi cauta nel prossimo meeting.

(Foto: Jerome Powell, presidente della Fed).

Negli ultimi giorni il dibattito attorno alla Federal Reserve si è acceso: la tentazione di un allentamento deciso affiora, ma i numeri suggeriscono cautela. L’inflazione “core” resta testarda e i segnali dal lavoro non autorizzano mosse spericolate. Ecco perché molti osservatori vedono una stretta prudenza come esito più verosimile del prossimo incontro.

Inflazione core e numeri recenti: niente spazio per l’ottimismo

La dinamica dei prezzi mostra una resilienza di fondo: i servizi continuano a correre e alcuni beni “core” riflettono ancora trasferimenti di costi. La metrica più seguita, il PCE core, si è mossa di recente in un intorno coerente con ritmi mensili non compatibili con un allentamento aggressivo. In breve: la discesa non è lineare e l’inerzia inflazionistica non è ancora domata.

Segnali di fragilità nel mercato del lavoro

In parallelo, il mercato del lavoro mostra crepe crescenti: richieste di sussidio in rialzo, dinamica occupazionale rivista verso il basso e raffreddamento della crescita salariale. Questi indicatori, pur non raccontando un crollo, richiamano alla prudenza perché il sostegno ciclico non è più granitico come un tempo.

Politica, credibilità, qualità dei dati: la Fed sotto pressione

  • Pressione politica: le richieste di tagli ampi aumentano, ma una risposta eccessiva rischierebbe di scalfire la credibilità della banca centrale.
  • Qualità e lettura dei dati: aggiustamenti stagionali, campionamenti e fattori transitori possono offuscare i segnali, suggerendo di non correre conclusioni affrettate.
  • Aspettative d’inflazione: una mossa troppo ampia potrebbe rialzare l’ancora delle aspettative, rendendo più difficile la rotta verso la stabilità dei prezzi.

Cosa ci si aspetta: mossa prudente più probabile

Alla luce di questo quadro, la traiettoria più coerente è una riduzione contenuta del costo del denaro. Un intervento di entità limitata segnala l’avvio dell’allentamento senza compromettere il lavoro svolto sul fronte dei prezzi. Un taglio “jumbo” avrebbe più contro che pro in questa fase.

Scenari alternativi e punti da monitorare

  • Verso fine anno: ulteriori mosse dipenderanno dall’allentamento effettivo dell’inflazione core.
  • Occupazione: la portata delle revisioni ai dati occupazionali sarà decisiva per calibrare i tempi dei tagli.
  • Trasmissione dei dazi: l’eventuale persistenza del pass-through sui prezzi dei beni può tenere viva la pressione core.
  • Reazione dei mercati: aspettative eccessive di allentamento aprono a sorprese negative su bond, azioni e valuta.

Tagliare troppo e troppo presto sarebbe una scommessa 

In sintesi: tagliare troppo e troppo presto sarebbe una scommessa di cui la Fed potrebbe pentirsi. Con inflazione di fondo ancora coriacea e un mercato del lavoro meno brillante, prevale l’ipotesi di un passo misurato, capace di restare flessibile davanti ai prossimi dati senza sacrificare la credibilità conquistata.

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