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La sola spesa diretta dei crocieristi in Italia ammonta a 1,4 miliardi

- di: Redazione
 
La sola spesa diretta dei crocieristi in Italia ammonta a 1,4 miliardi
La sola spesa diretta dei crocieristi (700 euro per passeggero nelle città portuali durante una crociera di sette giorni in Italia) nel nostro Paese è di 1,4 miliardi di euro, ai quali si deve aggiungere la spesa delle compagnie per gli approvvigionamenti, nei cantieri navali e per gli stipendi. Senza contare, poi, che più del 50% dei crocieristi torna a visitare le località negli anni successivi, evidenziando l'efficacia del settore crocieristico come leva per il marketing turistico e territoriale
I conti li ha fatti il rapporto di Cruise Line International Association (CLIA). Il rapporto evidenzia che in Europa si contano più di 350 porti (di cui 60 in Italia) e ogni nave che arriva in uno di essi genera sviluppo delle comunità costiere e dei fornitori della zona, anche perché le compagnie si impegnano a utilizzare e diffondere i prodotti locali Ma, più in generale, una nave da crociera genera un effetto economico significativo non solo per il territorio costiero di attracco.
Quindi, secondo il rapporti di Cruise Line International Association, “l’impatto economico della crocieristica non si esaurisce con il varo di una nave ma prosegue per decenni, moltiplicando sul territorio il valore di costruzione della nave stessa”.
Secondo Clia, in Europa si contano più di 350 porti (di cui 60 in Italia) e ogni volta che una nave attracca in uno di essi genera sviluppo delle comunità costiere e dei fornitori della zona, anche perche' le compagnie si impegnano a utilizzare e diffondere i prodotti locali.
L’Italia - afferma il Direttore di CLIA Italia, Francesco Galletti (nella foto) - continua ad essere il Paese europeo più amato dai crocieristi e anche quello che in Europa piu' beneficia in termini economici. Oltre ad essere meta turistica ambita e sempre più frequentata – continua Galletti - vede la presenza di tante eccellenze: da chi costruisce le navi ai porti e ai terminal, dalle migliaia di aziende fornitrici agli operatori turistici. Questo consente al nostro Paese di mantenere e sviluppare know-how, competenze, attrattività per il settore, che nei prossimi anni dovrebbe continuare nel trend di crescita dimostrato in questi anni”.

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