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Borse: i mercati asiatici tutti in calo, per i timori di recessione

- di: Redazione
 
Borse: i mercati asiatici tutti in calo, per i timori di recessione
L'ipotesi che i mercati borsistici reagissero in modo positivo alla possibilità che la Federal Reserve riveda, rallentandola, la sua politica di aumenti dei tassi di interesse, è andata ad infrangersi sui timori che l'economia americana possa finire in recessione. Timori favoriti anche dal fatto che l'attività nella produzione americana si è contratta a novembre per la prima volta da maggio 2020, secondo le rilevazioni dell'Institute for Supply Management, che ha indicato anche che i prezzi stanno diminuendo.

Borse: i mercati asiatici tutti in calo, per i timori di recessione

I segnali di indebolimento del commercio, in particolare per le economie asiatiche dipendenti dalle esportazioni, hanno accresciuto le preoccupazioni per il rallentamento della crescita in Cina e le sue implicazioni per l'economia globale.

Come confermato dall'andamento delle borse asiatiche che hanno registrato cali generalizzati, che hanno coinvolto anche lo S%P/ASX australiano (sceso dell'0,7%, a 7.301,50).
L'indice Nikkei 225 di Tokyo ha perso l'1,6% a 27.777,90 e l'Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,1% a 18.717,28. Il Kospi di Seul è calato l'1,8% a 2.434,33. Poi l'indice Shanghai Composite ha ceduto lo 0,3% a 3.156,14; il SET di Bangkok ha perso lo 0,3% e il Sensex di Mumbai è arretrato dello 0,8%.

L'andamento delle borse asiatiche è stato in scia alle contrattazioni a Wall Street, con il calo dello 0,1% nel benchmark S &P 500, che ieri ha chiuso a 4.076,57. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,6% a 34.395,01, mentre il Nasdaq è salito dello 0,1% a 11.482,45. Anche l'indice Russell 2000 delle piccole imprese ha fatto un passo indietro, scendendo dello 0,3% a 1.881,68. Le banche e i fornitori di beni per la casa sono stati tra i maggiori ostacoli al benchmark S &P 500. Bank of America è scesa del 2,9% e Costco del 6,6%.

Oggi il greggio di riferimento statunitense ha perso 13 centesimi a 81,09 dollari al barile nel trading elettronico sul New York Mercantile Exchange. Il Brent, lo standard per il prezzo del petrolio per il commercio internazionale, ha aggiunto 10 centesimi a 86,98 dollari al barile.
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