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Borse, Milano tiene e Parigi frena. Europa prudente

- di: Matteo Borrelli
 
Borse, Milano tiene e Parigi frena. Europa prudente

Risiko bancario e rotazioni settoriali: Piazza Affari regge, Europa prudente.

Chiusura all’insegna della cautela per le Borse europee: la seduta scivola via senza strappi, ma non senza storie. A prendersi la scena è ancora una volta il risiko bancario italiano, tra smentite, retroscena e nervosismi che si riflettono sui titoli più esposti. Piazza Affari tiene la linea di galleggiamento: il FTSE MIB archivia in sostanziale parità a 45.800 punti, con un mercato che alterna accelerazioni improvvise e prese di beneficio chirurgiche.

Il tema del giorno resta l’asse che ruota attorno a MPS e ai possibili incastri con Mediobanca. A calmare (solo in parte) le speculazioni arriva la posizione di Delfin: "non abbiamo mai discusso alcuna ipotesi di dismissione" della quota e "pieno sostegno ai vertici", viene ribadito rispetto al percorso di rafforzamento dell’istituto senese. Sullo sfondo, il Financial Times descrive attriti tra l’azionista Francesco Gaetano Caltagirone e l’AD di MPS Luigi Lovaglio sui piani che guardano a Piazzetta Cuccia; replica secca dello stesso Caltagirone: "non ho contatti con Lovaglio da diverse settimane", e leggere il confronto in chiave di partecipazioni e assetti è "un’interpretazione strumentale".

Il quadro europeo, nel complesso, rimane prudente: qualche piazza accusa il colpo, altre si aggrappano ai settori difensivi e alle trimestrali attese. A Londra pesa anche la rotazione sui minerari, con l’attenzione rivolta ai prezzi dei metalli e alla domanda dalla Cina, mentre il listino resta vicino ai massimi recenti.

Chiusura di tutte le principali Borse europee
Milano (FTSE MIB): 45.800 punti (circa invariata)
Francoforte (DAX): 25.292,31 (-0,24%)
Parigi (CAC 40): 8.249,10 (-0,77%)
Londra (FTSE 100): 10.223,70 (-0,15%)
Madrid (IBEX 35): 17.650,48 (+0,04%)
Amsterdam (AEX): 1.010,21 (-0,08%)
Zurigo (SMI): 13.421,20 (-0,54%)
Bruxelles (BEL 20): 5.357,10 (+0,13%)
Stoccolma (OMXS30): 3.039,09 (+0,08%)
Lisbona (PSI): 8.639,05 (+0,43%)

A Piazza Affari, il termometro dei segmenti racconta un mercato a “strati”: il FTSE Italia All-Share chiude a 48.653 punti, il FTSE Italia Mid Cap termina a +0,15%, lo Star cede terreno a -0,33%, mentre il FTSE Italia Small Cap scivola a -0,55% (37.853,18 punti). In pratica: le blue chip selezionano i temi, le medie trovano spazio per qualche sprint, le small arrancano ma con singole fiammate anche nette.

I migliori e i peggiori di Borsa Italiana
FTSE MIB – in cima: Campari (+3,80%), Fincantieri (+3,23%), Prysmian (+2,35%), Leonardo (+1,72%).
FTSE MIB – in coda: Brunello Cucinelli (-5,38%), Banca MPS (-4,18%), Mediobanca (-3,49%), Stellantis (-3,02%).

Mid Cap – i migliori e i peggiori
In rialzo: Maire (+5,92%), WIIT (+4,71%), Juventus (+3,73%), Technoprobe (+2,64%).
In ribasso: Ferragamo (-4,78%), SOL (-2,36%), Mondadori (-2,08%), Caltagirone SpA (-2,07%).

Small Cap – i migliori e i peggiori
In evidenza: Trevi Fin. Ind. (+3,55%), S.S. Lazio (+3,09%), Caleffi (+2,64%), Beewize (+2,60%) e Seri Industrial (+2,48%).
Sotto pressione: Netweek (-18,33%), Giglio Group (-12,14%), Met.Extra Group (-9,58%), Seco (-8,84%), IT Way (-7,89%) e Illimity (-7,67%).

Sul fronte macro, in Europa continua a pesare la lettura dei dati sui prezzi: la Germania conferma un raffreddamento dell’inflazione di fine anno, mentre in Italia il ritmo tendenziale resta moderato. Tradotto in linguaggio di mercato: l’azionario non trova un “motore unico”, e alterna spunti settoriali a fasi di attesa, con l’attenzione che torna a gravitare sui tassi e sulla traiettoria delle banche centrali.

Valute, materie prime e oro
Sul mercato dei cambi, l’euro resta ben impostato: EUR/USD in area 1,16 (circa 1,1624).
Tra le materie prime, il petrolio resta nervoso ma in fascia: Brent intorno a 63,6 dollari al barile, WTI in area 59–60 dollari (con oscillazioni intraday). Il gas europeo accelera: TTF (futures) a 36,265 euro/MWh (+9,37%).
L’oro rallenta dopo i record recenti: spot in area 4.604 dollari l’oncia, condizionato dal dollaro e dalle attese sui tassi USA.

Spread e BTP
Il differenziale resta in controllo: spread BTP-Bund attorno a 69 punti, con il decennale italiano al 3,42%. Un livello che racconta un mercato obbligazionario sostanzialmente tranquillo: non c’è fuga dal rischio-Paese, ma neppure entusiasmo tale da comprimere ulteriormente i rendimenti.

Wall Street a metà seduta
A New York, a metà giornata prevale l’equilibrio: S&P 500 poco mosso (circa +0,04%), Nasdaq leggermente sopra la parità (circa +0,07%) e Dow Jones frazionalmente negativo (circa -0,09%). Il mercato USA continua a pesare i segnali macro: dati solidi sostengono la crescita, ma allo stesso tempo complicano il “conto” dei tagli dei tassi, che restano il vero carburante (o freno) dei multipli azionari.

L’Europa chiude una seduta “prudente ma viva”: non è un giorno da corse sfrenate, però è una giornata piena di segnali. Milano regge grazie a rotazioni mirate e a qualche titolo che vola, ma paga il prezzo delle tensioni sul fronte bancario. Parigi scivola più decisa, Francoforte si muove con cautela, Londra resta in equilibrio. Intanto, tra petrolio, gas e oro, le materie prime tornano a fare da bussola emotiva: basta un cambio di scenario geopolitico, e l’umore del mercato cambia espressione in tempo reale.

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