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Belgio, maxi-operazione contro la corruzione: fermati lobbisti legati a Huawei

- di: Redazione
 
Belgio, maxi-operazione contro la corruzione: fermati lobbisti legati a Huawei

Un’imponente operazione della polizia giudiziaria belga ha scosso il cuore delle istituzioni europee. All’alba, un centinaio di investigatori, su ordine del giudice istruttore e della procura federale, hanno condotto perquisizioni a tappeto tra Bruxelles, la Vallonia e le Fiandre, portando al fermo di diversi lobbisti legati al colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei. Le persone fermate sono sospettate di aver corrotto attuali ed ex parlamentari europei al fine di influenzare decisioni strategiche a vantaggio dell’azienda asiatica.

Belgio, maxi-operazione contro la corruzione: fermati lobbisti legati a Huawei

L’indagine, che sarebbe partita mesi fa grazie a segnalazioni riservate e al monitoraggio di flussi finanziari sospetti, mira a far luce su una possibile rete di pressioni illecite esercitate nei palazzi del potere dell’Unione Europea. Secondo le prime ricostruzioni, i lobbisti avrebbero operato con modalità simili a quelle emerse nei più noti scandali di corruzione istituzionale, offrendo vantaggi economici e favori in cambio di un atteggiamento favorevole nei confronti delle strategie commerciali della multinazionale cinese.

La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte delle autorità europee sul ruolo delle grandi aziende tecnologiche straniere e sui tentativi di influenzare le politiche dell’UE in settori chiave come la sicurezza delle reti 5G, la regolamentazione dei dati e gli equilibri geopolitici legati all’industria delle telecomunicazioni.

L’operazione arriva in un momento in cui Huawei è già sotto la lente d’ingrandimento di diversi governi occidentali, con restrizioni imposte da Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi europei sull’uso delle sue infrastrutture per motivi di sicurezza nazionale. Il sospetto che l’azienda abbia cercato di esercitare indebite pressioni sui legislatori europei potrebbe avere conseguenze pesanti, sia a livello politico che commerciale.

Le autorità belghe non hanno ancora rivelato i nomi dei politici coinvolti né il numero esatto di persone fermate, ma hanno assicurato che l’inchiesta proseguirà con la massima determinazione. Anche la Commissione Europea ha dichiarato di seguire da vicino gli sviluppi, ribadendo la necessità di trasparenza e integrità nelle relazioni tra lobby e istituzioni comunitarie.

Si attende ora di capire quali saranno le prossime mosse dell’inchiesta e se emergeranno nuovi dettagli su quello che potrebbe trasformarsi in un nuovo scandalo di portata internazionale, con ripercussioni significative nei rapporti tra l’Unione Europea e la Cina.

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