Arthur D. Little Italia celebra i suoi 40 anni

- di: Daniele Minuti
 

Fondata a Boston nel 1886, Arthur D. Little festeggia i 40 anni dall'inaugurazione della prima sede nel nostro Paese: la società di consulenza più antica del mondo è infatti presente nella Penisola dal 1983.

Arthur D. Little Italia celebra i suoi 40 anni

 

Il 2023 segna l’ingresso di tre nuovi partner: una giovane donna, la prima a unirsi alla partnership in Italia dopo una crescita interna all’azienda, e due professionisti chiamati dal mercato per coprire nuovi settori industriali. Con l’obiettivo del raddoppio per il prossimo triennio.

Saverio Caldani, Amministratore delegato per Italia e Spagna (nella foto), ha commentato: 
“In questi anni è cambiata la richiesta di consulenza: è più verticale e legata a esperienze di industries specifiche con servizi trasversali come la sostenibilità e l’innovazione. Oggi dobbiamo dare risposte a un mercato caratterizzato dalla convergenza tra settori: è sempre più importante saper offrire competenze in grado di incrociare esperienze diverse. Energia, telecomunicazioni, trasporti e il mondo delle utilities sono oggi più che mai connessi. La velocità dei cambiamenti richiede anche una robusta capacità di prevedere lo scenario di riferimento per anticipare il mercato. Questo comporta l’esigenza di investire prospetticamente su competenze che probabilmente oggi appaiono marginali ma che diventeranno indispensabili in vista dell’evoluzione del mercato. Oggi l’Europa è per molti aspetti più avanzata di altri continenti: la nostra esperienza in diversi settori è preziosa, ad esempio, per i colleghi del Middle East. Naturalmente ci sono differenze culturali – soprattutto verso l’area asiatica - che non richiedono un semplice trasferimento di conoscenze ma una vera rielaborazione. Inoltre, ogni mercato ha le proprie peculiarità: l’Italia è uno dei paesi nei quali il rapporto con il mondo pubblico è più importante rispetto ad altri mercati”.

“Credo che ognuno di noi debba essere imprenditore, creativo e studioso" - prosegue Caldani - "La continua ricerca di nuove attività, di diverse prospettive e soprattutto la costante curiosità nei confronti delle evoluzioni è essenziale. Cerchiamo persone che non si sentano concorrenti o avversari delle altre compagnie sul mercato ma che credano nella loro capacità di progettare soluzioni con competenza e velocità: lo possiamo fare perché la nostra dimensione ci consente una scelta mirata e personale dei nostri collaboratori. Assumiamo circa 40 giovani all’anno e li incontro tutti personalmente: con altre dimensioni aziendali sarebbe impossibile. Naturalmente a causa dei costanti cambiamenti del mercato, continueremo anche a ricercare professionisti esterni, esperti su settori che oggi ancora non presidiamo. Abbiamo investito su competenze nel settore healthcare e lifescience, sui consumer good e sui diversi settori legati all’ innovazione”.

 

“Le tendenze vanno capite e accompagnate per coglierne i vantaggi" - Conclude l'AD - "Personalmente credo che con lo smart working molti giovani corrano il rischio di sprecare occasioni di lavoro di squadra, di formazione permanente e di costruzione di relazioni che arricchiscono la persona e favoriscono la creatività. Tuttavia, nei nostri uffici, nessuno timbra il cartellino. Non sono cambiati solo i giovani ma anche le relazioni all’interno delle società: la capacità di comunicare ha preso il posto dell’impostazione gerarchica, la disponibilità a essere vicino agli altri ha superato la competizione estrema. La presenza di molte giovani donne e di professioniste più esperte certamente ha contribuito a cambiare – in meglio – il clima aziendale rispetto agli anni nei quali la mia generazione si è affacciata al mondo del lavoro”.

 

E il futuro? Per la consulenza il principale asset continuerà a essere costituito dalle persone che, sempre più, dovranno avere competenze e mente aperta per ragionare insieme e saper anticipare il mercato. 

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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2023
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