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Amundi, tutelare coesione sociale e ambiente: stop ai maxidividendi per i Ceo

- di: Redazione
 
La pandemia ha costretto il mondo a ripensare ad alcuni suoi comportamenti, soprattutto da parte di coloro che detengono le leve del comando, di coloro da cui dipendono i destini della quasi totalità dell'umanità. Un mondo, quello della finanza in particolare, che oggi, davanti al virus, è costretto a a doversi confrontare, magari censurandoli, con modelli che determinano il successo. È un modo di ripensare la finanza chiedendole di guardarsi indietro, di considerare che ogni scelta, ogni opzione non si esaurisce in numeri in positivi nei bilanci perché esse hanno poi ripercussioni nella vita di molti.

Per questo, in un mondo che vive le sue regole - la prima delle quali la ricerca del profitto, che è poi l'anima della finanza - come se ad esse non si possa derogare, la scelta di Amundi (uno dei giganti degli investimenti) di sensibilizzare gli amministratori delegati o Ceo di circa 500 società quotate su alcune tematiche, come la coesione sociale, sta facendo rumore e, soprattutto, in senso positivo. Tutto nasce dalla lettera che il Ceo di Amundi (maggior asset manager europeo con asset in gestione che sfiorano i 2.000 miliardi di euro), Yves Perrier, ha inviato ai suoi colleghi al timone delle 500 società quotate e che ha nella transizione energetica e nella necessità di rafforzare la coesione sociale i suoi punti principali.

"In qualità di asset manager socialmente responsabile" - si legge nella lettera di Perrier - "Amundi ha il dovere di adoperarsi affinché i propri clienti conseguano rendimenti finanziari sostenibili nel lungo periodo, allineati con un contributo positivo alle principali sfide che la società deve affrontare e alla stabilità delle nostre economie".
La lettera di Amundi sottolinea anche come pandemia e crisi (sia economica che sociale) che ne è conseguita hanno sottolineato la responsabilità dei grandi investitori globali "in un momento in cui la transizione energetica sta faticando ad entrare nel vivo, cinque anni dopo l'adozione dell'accordo di Parigi".

Per Amundi, quindi, esistono criteri precisi ai quali impegnare le società sulle quali investe: "Condurre un dialogo continuo con le imprese, integrare i criteri Esg (l'acronimo per ambiente, sociale e governance,ndr) nelle decisioni di investimento e i fattori Esg nella nostra politica di voto". La lettera di Amundi è giunta forse inattesa in un momento storico in cui gli effetti della pandemia hanno rallentato molte delle economie e quindi le società si trovano davanti a scelte vitale per il loro futuro.
Quindi sorprende molto positivamente il fatto che una delle preoccupazioni che Amundi esplicita sia legata non tanto ai problemi della finanza, quanto alla situazione dell'ambiente, messa a rischio dai mutamenti del clima che mostrano sempre di più i loro effetti. Per la società quindi occorre puntare su una transizione energetica, che consenta di limitare le emissioni e il riscaldamento globale, che ormai ha raggiunto livelli elevatissimi.

La strategia di Amundi è chiara quando, nella lettera, annuncia che "oltre a misurare la traiettoria delle emissioni delle aziende in cui investiamo, nel 2021 sosterremo le risoluzioni che chiedono maggiore trasparenza sulle strategie di riduzione delle emissioni. In parallelo, incoraggiamo sempre più aziende a impegnarsi nella riduzione delle emissioni sulla base di obiettivi scientifici. Ad esempio, attraverso l'adozione di obiettivi in linea con l'iniziativa Science Based Targets (SBTi)".

Ma c'è anche la coesione sociale tra gli obiettivi che Amundi ritiene prioritari, anche alla luce delle conseguenza della pandemia. "Le disuguaglianze" - ha scritto Perrier - "alimentano le divisioni sociali e favoriscono l'instabilità politica e dei mercati finanziari nelle nostre società. In questo contesto trainato dalla pandemia, un'equa condivisione del valore aggiunto è più significativa che mai". Uno scenario nuovo, quindi, quello che Amundi vuole disegnare e che riguarda anche ad aspetti che toccano direttamente i ceo ed i loro guadagni. Ed anche questo è, a suo modo, sorprendente perché pone l'accento su alcuni distorsioni del sistema, che hanno consentito enormi arricchimenti, peraltro tutti legittimi ed al di sopra di ogni anche minimo sospetto, grazie alla suddivisione di dividendi a moltissimi zeri.
Cifre enormi sulle quale Amundi dice la sua, che sembra destinata a condizionare i rapporti con le società: "Per quanto concerne i dividendi presteremo particolare attenzione a garantire che la politica di distribuzione non comprometta la capacità di investimento a lungo termine dell'azienda, indebolisca la sua forza finanziaria o conduca a una distribuzione del valore aggiunto sfavorevole ai dipendenti". Cioè: da oggi si cambia spartito.
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