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Al Pacino da Papa Leone con una Maserati: benedetta follia a Roma

- di: Marta Giannoni
 
Al Pacino da Papa Leone con una Maserati: benedetta follia a Roma
L’attore a 85 anni incontra Leo XIV e gli regala una supercar in miniatura. Tra fede, cinema e voci di Oscar vaticani.
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Se pensavate di averle viste tutte, ripensateci: Al Pacino, leggenda del cinema e devoto interprete di gangster redenti, è stato ricevuto in Vaticano da Papa Leo XIV, primo pontefice americano della storia. E no, non è la scena finale di un nuovo Padrino IV: Il ritorno del confessionale. È tutto vero, documentato e – a quanto pare – pure benedetto.
Ad accompagnare l’attore Andrea Iervolino, produttore che sta girando proprio in Italia il film Maserati: The Brothers, biopic tutto cavalli, motori e drammi familiari. L’occasione? Consegnare al Papa un modellino di Maserati – nero, lucido e discretamente sacrilego nel suo fascino racing – in omaggio ai valori condivisi tra arte, velocità e… spiritualità.

Il Padrino al soglio pontificio
Pacino, 85 anni, barba bianca e occhi da eterno Michael Corleone, ha varcato le soglie vaticane in completo grigio scuro. L’atmosfera? “Commovente”, secondo Iervolino, “storica” per chiunque abbia vissuto gli anni d’oro di Hollywood. Secondo fonti di People e Deadline l’incontro è stato organizzato nell’ambito di un’iniziativa culturale tra la produzione del film e il Vaticano.
Il Santo Padre, al secolo Robert Prevost, 69 anni, ex cardinale di Chicago e fervente sostenitore del dialogo tra culture, avrebbe accolto con un sorriso l’idea di ricevere una mini-Maserati, simbolo italiano per eccellenza. “Prometto di non parcheggiarla in Piazza San Pietro”, avrebbe scherzato Pacino.

Maserati, messa e macchina da presa
Il film, attualmente in lavorazione a Roma, racconta la storia dei fratelli Maserati – pionieri dell’automobile, con più beghe tra loro dei Borgia – e vanta un cast da Oscar: Anthony Hopkins, Jessica Alba, Andy Garcia, Salvatore Esposito, Michele Morrone. Pacino interpreta il finanziatore americano che punta sulla casa automobilistica come fosse un confessionale di metallo e cavalli.
Iervolino ha spiegato, a margine della visita, che il film “esalta i valori del lavoro, della famiglia e della redenzione”, e per questo è stato ritenuto “coerente con il messaggio spirituale di Papa Leo XIV”. Amen.

Quando Hollywood entra in sagrestia
Questo è il primo incontro ufficiale tra un Papa e un attore hollywoodiano di questo calibro da tempi immemori. Ma stavolta l’ironia è irresistibile:
Pacino, che in Il Padrino III finiva inginocchiato tra peccati e rimpianti, si ritrova ora inginocchiato davvero, ma di fronte al Papa.
Il regista del film è ancora top secret, ma c’è chi giura che un cameo del pontefice nei titoli di coda sia “teologicamente auspicabile”.
E sì, la Maserati in dono pare sia stata benedetta. Per sicurezza.
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Più Tevere che Hollywood
L’incontro è un piccolo miracolo mediatico: un mix irresistibile di immaginario pop, eleganza vaticana e folklore romano. E in un’epoca dove anche i santi fanno i reel su Instagram, la benedizione papale a un progetto cinematografico suona come un segnale: la Chiesa sa ancora parlare il linguaggio del presente. E lo fa con stile.
Al Pacino, del resto, è da anni in fase “mistica”. Tra un’intervista e l’altra, ha raccontato di aver ritrovato una spiritualità profonda dopo la pandemia, e di essere attratto da progetti “che parlano al cuore dell’uomo”. Dopo aver dato un’anima a gangster, avvocati e poeti, ora cerca forse un po’ di pace. O una parte in un film su San Francesco.

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