Deloitte, il mercato del lusso non si ferma: in meno di un anno di nuovo a livelli pre covid

- di: Barbara Bizzarri
 
Il report Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2022 di Deloitte, presentato nel corso di un evento che ha visto partecipare, oltre ai portavoce Deloitte, l'Amministratore Delegato di Style Capital Roberta Benaglia; il Direttore Generale di Roberto Cavalli S.p.A. Ennio Fontana; il Chief Financial Officer di Sanlorenzo S.p.A. Attilio Bruzzese e Giulia Molteni, Chief Marketing Officer di Molteni Group, analizza trend e operazioni del mercato del lusso basandosi su dati e interviste a top manager e non lascia spazio a fraintendimenti: il 2022 si prospetta per il mercato del lusso come l’anno del ritorno alle dimensioni e ai livelli di crescita pre-Covid, dopo il brusco calo del 2020 dovuto alle conseguenze della pandemia.

Elio Milantoni, Partner Deloitte, conferma: “Nel 2021 il settore si è ripreso sulla scia delle nuove strategie adottate dalle aziende in ambito di nuove tecnologie e del crescente impegno sui temi di sostenibilità. Nel 2022 il mercato del lusso dovrebbe accelerare ulteriormente con una crescita a due cifre e raggiungere i livelli pre-pandemici”. In particolare, tra i settori più attraenti si annoverano cosmetica e profumi (53%), arredamento (41%) e abbigliamento e accessori (32%), mentre le aree geografiche di maggiore interesse per gli investimenti confermano essere Asia e Medio Oriente. “Da un punto di vista geografico, l'Asia e gli Stati Uniti stanno trainando la ripresa del mercato con i consumatori cinesi che si confermano come i più attivi nel 2022, grazie a un mercato interno dinamico. Entro il 2025 si prevede che quasi il 50% degli acquisti di lusso sarà effettuato da consumatori cinesi”, commenta Tommaso Nastasi, Partner di Deloitte. Nel 2021, sono state registrate 284 operazioni di M&A nel settore luxury, con un lieve incremento (+7 operazioni) rispetto all’anno precedente: il mercato è stato trainato dai beni personali di lusso (+22%), in particolare grazie alla crescita di abbigliamento, accessori, cosmetici, profumi, orologi e gioielli.

Il maggiore incremento di operazioni si è registrato nel Nord America (+24%) mentre ha registrato una forte contrazione la regione Asia-Pacifico (-31%). Con questi numeri, si prevede che le dimensioni e i livelli di crescita del mercato pre-Covid saranno raggiunti per il 50% degli investitori in meno di un anno e per il 21% il recupero è stato già stato archiviato nel 2021. I settori più penalizzati continuano ad essere quelli turistici: la crisi pandemica ha interrotto un solido trend di crescita del settore in termini di fatturato, che nel quinquennio 2015-2019 aveva fatto registrare un CAGR del +3,4% (+6,5% se circoscritto al segmento dei beni di lusso personali). Il 2020, invece, è stato un anno difficile per il settore del lusso, che ha registrato un’inversione di tendenza sui ricavi e un peggioramento dei margini. Rispetto all’anno precedente, le vendite sono diminuite del 10,5%, con alcuni segmenti notevolmente in difficoltà, come il comparto alberghiero (-53,0%) e le crociere (-77,7%). Gli unici settori che hanno registrato una crescita positiva sono stati quelli dell’arredamento (+4,2%) e degli yacht (+3,0%).

L’EBITDA margin di settore è sceso al 15,9%, mentre il segmento dei beni di lusso personali, nonostante abbia subito un maggiore ridimensionamento rispetto all’anno prima (-2,8%), presenta un margine più elevato (22,3%). Particolarmente penalizzati sono stati, ancora una volta, i settori legati al turismo come l’alberghiero e le crociere che, in termini di marginalità, perdono rispettivamente il 15,1% e il 208,1%. I big players del lusso puntano tuttavia su una solida presenza digitale per favorire la crescita del mercato: secondo le stime, entro il 2025, un prodotto di lusso su cinque sarà acquistato da clienti appartenenti alla generazione Z, diventa quindi fondamentale sfruttare canali dirompenti, come quello del Metaverso, per intercettare giovani clienti. A questo si accompagna una sempre maggiore sensibilità da parte dei consumatori verso l’innovazione e la sostenibilità. Per questo motivo, le aziende stanno incorporando nelle loro strategie modelli di re-commerce (pre-loved, re-selling e rental), oltre a impegnarsi su temi etici per dimostrare maggiore vicinanza ai valori dei clienti. Si continua, infine, a guardare con interesse alla Cina, principale motore di ripresa del mercato di beni di lusso.

Dal lato dell’offerta, invece, la sfida principale rimane quella di gestire l’aumento dei prezzi, dovuto principalmente all’aumento dei costi della materia prima e della manodopera. Lo stato di salute del settore del lusso e la sua capacità di rapida ripresa rispetto allo shock causato dalla pandemia di Coronavirus si riflettono nel mercato delle operazioni di finanza straordinaria. Particolarmente attivi si sono dimostrati gli investitori finanziari, che troviamo come bidder nel 58% dei deal e in posizione di seller nel 46% dei casi. I fondi di private equity e venture capital hanno conosciuto l’aumento più marcato in termini di numero di deal rispetto all’anno precedente e si presentano come acquirente coinvolto nel maggior numero di operazioni. Il Covid ha segnato un cambiamento anche nelle strategie di business, come optare per un canale di vendita e-commerce. Per il 2022 gli investitori sono fiduciosi ed è unanime la volontà dei fondi di investire in asset appartenenti al mondo del lusso, con una particolare predilezione per il segmento cosmetici e fragranze (53%).
Il Magazine
Italia Informa n° 3 - Maggio/Giugno 2022
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