Coldiretti, in vacanza la spesa per la tavola supera il costo dell’alloggio

- di: Barbara Bizzarri
 
In occasione della XXXIV Assemblea Nazionale di Terranostra e alla vigilia della Giornata internazionale per la gastronomia sostenibile proclamata dall’Onu per il 18 giugno, Coldiretti afferma che un terzo della spesa turistica di questa estate è destinato alla tavola, proprio per la voglia di convivialità subentrata a due anni di restrizioni da pandemia, e sarà superiore al budget destinato all’alloggio. Il cibo diventa quindi il costo più importante della vacanza estiva in Italia tanto che, sottolinea Coldiretti, il consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche l’acquisto di souvenir o specialità enogastronomiche è diventata per molti turisti la principale motivazione del viaggio. “L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare, che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di bellezza unica”, ha affermato Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, aggiungendo che “la difesa della biodiversità non ha soltanto un valore naturalistico, ma è il vero valore aggiunto delle produzioni agricole nazionali e un motore trainante della vacanza Made in Italy”. Un tesoro alla cui base c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa con la leadership europea nel biologico con 80mila operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp, 5.333 prodotti alimentari tradizionali e l’iniziativa di Campagna Amica, la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.

Il ritorno dei vacanzieri in ristoranti, bar e agriturismi rappresenta una boccata d’ossigeno per un settore, come la ristorazione, duramente penalizzato da due anni di emergenza con un crack senza precedenti di circa 65 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021 e consumi scesi al minimo da almeno un decennio. A pesare è stata soprattutto la forte riduzione della presenza dei turisti stranieri che amano l’enogastronomia italiana. Le difficoltà delle attività di ristorazione sono ricadute, poi, sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Anche l’acquisto in vacanza di prodotti tipici è oggi una scelta importante perché siano salvati dall’estinzione, dopo la batosta che l’emergenza Covid ha assestato al turismo enogastronomico, che rappresenta un mercato di sbocco privilegiato delle specialità alimentari locali, ma anche un volano di crescita per i territori.  Dalla valorizzazione dell’immenso patrimonio storico, enogastronomico e culturale diffuso su tutto il territorio, conclude Coldiretti, dipendono molte opportunità di sviluppo economico ed occupazionale, resta quindi fondamentale averne cura.
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