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Open Fiber

 

Nel 2015 gli Stati Membri dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Si tratta di un programma d’azione, un cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Il documento è stato sintetizzato in 17 obiettivi da raggiungere entro la fine del prossimo decennio.
Garantire uno sviluppo sostenibile significa agire sul piano ambientale, economico e sociale per livellare le disuguaglianze tra le Nazioni e quelle interne ad ognuna di esse.
Anche Open Fiber sta aiutando l’Italia a raggiungere tali obbiettivi, creando una rete internet interamente in fibra ottica, che attraverserà l’intero paese, da Nord a Sud, dalle grandi città ai piccoli borghi, offrendo così la stessa connessione internet a tutti i cittadini, le aziende e istituzioni.
La rete in fibra FTTH (Fiber To The Home) è un’infrastruttura sostenibile innanzitutto perché resiliente, ovvero capace di sopravvivere ai futuri progressi tecnologici nel campo del digitale. Questa caratteristica, unitamente alla modalità di costruzione della rete, per la quale sono state riutilizzate infrastrutture esistenti fino ad una percentuale superiore all’80%, rendono tale opera intrinsecamente ecosostenibile. Non solo, anche laddove si procede con la stesura dei cavi scavando, viene utilizzata la tecnica della mini e microtrincea che hanno un basso impatto ambientale e comportano minore movimentazione di materiale, minore traffico di mezzi pesanti, minore tempo e spazio di occupazione del suolo pubblico, maggiore sicurezza per il cittadino, grazie all’eliminazione dei pericoli legati agli scavi a cielo aperto e, infine, maggiore sicurezza per la manodopera impiegata. 
Tuttavia, per abbracciare tutte le tre dimensioni del concetto di sostenibilità (ambientale, economica e sociale) bisogna guardare all’impatto a lungo termine di questa infrastruttura, quale ingrediente essenziale per una trasformazione digitale dell’Italia che porti con sé crescita economica, sviluppo sociale ed uso efficiente delle risorse naturali.
Sul piano economico, questa autostrada di rete garantirà alle imprese italiane di promuovere modelli di business incentrati sull’innovazione digitale, colmando così il ritardo dell’Italia rispetto a molti altri Paesi dell’Unione Europea e contribuendo, da sola, alla crescita del PIL nazionale.
Sul piano sociale l’opportunità di quest’opera si tradurrà, invece, nella possibilità di abilitare nuovi servizi da parte delle istituzioni e in quella di accedervi più diffusamente e rapidamente da parte dei cittadini.
Tanti e tanto trasversali sono i settori interessati: il campo della salute, per quanto riguarda la digitalizzazione dei fascicoli sanitari e l’introduzione della telemedicina; l’istruzione, con la sempre maggior diffusione di piattaforme di formazione online nella scuola, e con i sistemi di cloud computing e condivisione dati negli istituti di ricerca e nelle Università; la gestione urbana, con le trasformazioni introdotte dai sistemi di mobilità intelligente e dai dispositivi di sicurezza integrati; la gestione delle risorse ambientali, che verrà resa più efficiente grazie al monitoraggio in remoto dei consumi degli edifici, delle risorse idriche, sino alla prevenzione delle emergenze ambientali. E, ancora, si potrebbe parlare dei benefici derivanti dall’attivazione del telelavoro per conciliare gli impegni professionali con quelli famigliari.
In questo contesto, è evidente che uno sviluppo paritario e dunque sostenibile avverrà solo se tali servizi non saranno limitati ai grandi centri urbani o alle aree più ricche del paese ma se saranno invece diffusi su tutto il territorio nazionale. Grazie ai bandi Infratel predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico, Open Fiber sta lavorando in questa direzione, portando la sua rete in tutte quelle aree del paese geograficamente più isolate o a bassa densità abitativa, nelle quali gli operatori privati non avrebbero avuto interesse ad investire ma che, a maggior ragione, potrebbero beneficiare dei servizi abilitati da un’efficiente connessione internet.
L’opportunità di accedere alle potenzialità offerte dalla rete e dalle nuove tecnologie ad essa correlate è un diritto per tutti. La parità di condizione di accesso alla rete e alle sue potenzialità è essenziale per avere uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. La digitalizzazione sta trasformando profondamente i processi di produzione ma questo può aumentare, o anche diminuire, le disuguaglianze tra chi sa e chi non sa, tra chi è digitale e chi non lo è, tra chi ha e chi non ha.
Open Fiber sta creando una rete che elimini queste disuguaglianze per permettere a tutti di competere, come dicono in modo estremamente efficace gli inglesi, su un level playing field, ovvero sullo stesso campo di gioco. In Open Fiber giochiamo la partita della parità connettendo tutti al Futuro.


Open Fiber nasce con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura di comunicazione in fibra ottica ad alta velocità su tutto il territorio nazionale. Il piano mira a garantire la copertura delle maggiori città italiane e il collegamento delle aree industriali grazie a una rete FTTH (Fiber to the home) con una velocità fino a 1 Gigabit al secondo, in grado di fornire servizi e funzionalità sempre più avanzati per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.
L’azienda non vende direttamente al cliente finale i servizi in fibra ottica, ma è attiva esclusivamente nel mercato all’ingrosso (wholesale only), offrendo in modo paritario l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati.
Open Fiber sta realizzando un’infrastruttura in fibra ottica in tutte le aree di mercato in cui il territorio italiano è stato suddiviso dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nelle aree a successo di mercato, dove si trovano i principali centri urbani, l’azienda sta connettendo con investimento privato 9.5 milioni di unità immobiliari in 271 comuni italiani. Nelle cosiddette “Aree Bianche”, caratterizzate da un forte Digital Divide e dalla copertura a banda larga scarsa o assente, OF si è aggiudicata tutti e tre i bandi indetti da Infratel (società del MISE) per la costruzione e la gestione ventennale della rete che sta realizzando e che rimarrà di proprietà pubblica. In queste aree, Open Fiber sta progressivamente cablando oltre 7000 comuni per un totale di 9.6 milioni di unità immobiliari. A oggi quella di Open Fiber è la rete italiana più vasta in modalità FTTH.


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