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Primarie dem a New York: Wall Street in campo contro Alexandria Ocasio-Cortez

- di: Brian Green
 
A differenza dell'Italia, negli Stati Uniti il cosiddetto capitale non si nasconde quando, con il suo peso economico, cerca di indirizzare in una determinata direzione il voto.
Le potenti lobby americane, si sa, sempre in modo ufficiale si schierano accanto a questo o quel candidato presidenziale, riversando nelle sue casse ingentissime risorse, quelle necessarie per coprire le spese - elevate, per essere cauti - degli spot che inondano le televisioni.

Quindi, niente di nuovo, verrebbe da dire, se a New York in occasione delle primarie per il partito democratico alcuni tycoon hanno espresso la loro volontà di appoggiare ufficialmente una candidata, Michelle Caruso-Cabrera.

Ma questa volta, insieme alla scelta per così dire politica, c'è altro perché quella di Michelle Caruso-Cabrera sembra essere una candidatura non solo “per”, ma soprattutto “anti” o “contro”.
La sua candidatura è, infatti, in alternativa a quella dell'uscente Alexandria Ocasio-Cortez, esponente dell'ala più radicale del partito democratico e, quindi, fumo negli occhi per coloro che, pur ritenendosi liberal, non intendono abbracciare tesi apparentemente troppo estremiste.

Le primarie in programma domani nello Stato di New York saranno, quindi, un banco di prova per l'astro nascente della musa della sinistra radicale americana e per le sue certo non nascoste ambizioni di percorrere ancora, politicamente parlando, molta strada.

Di fatto queste primarie saranno anche una prova di forza tra le due anime dei democratici, centristi e progressisti, che mai come in questo momento appaiono molto distanti e non solo per l'effetto Ocasio-Cortez, che ha sicuramente sparigliato gli equilibri in casa democratica nel bastione dello Stato di New York.

Per battere sul suo terreno “Aoc”, come viene chiamata Ocasio-Cortez, è arrivata Michelle Caruso-Cabrera, 53 anni, ex giornalista ed anche ex repubblicana. Per anni infatti (almeno fino al 2015) Caruso-Cabrera ha infatti sostenuto il partito dell'elefantino da una posizione abbastanza privilegiata e che le ha dato grande visibilità, come l'incarico di ex corrispondente internazionale del canale televisivo CNBC, dove il suo lavoro è stato molto apprezzato soprattutto a Wall Street. Cnbc - diretta emanazione della Nbc - è uno dei canali economici più seguiti e quindi ha anche un senso che una delle sue giornaliste di punta, come appunto Michelle Caruso-Cabrera, acquisisse una grande visibilità che ha fatto sì che, al suo solo manifestare interesse ad una eventuale candidatura alle primarie democratiche, accanto a lei si creasse un fronte di sostenitori, anche dal punto di vista finanziario.

L'ex giornalista, è cosa ormai ufficiale, per la sua campagna elettorale ha avuto un consistente (per non dire ricchissimo) aiuto finanziario da alcuni dei pezzi da novanta di Wall Street.
A cominciare da Stephen Schwartzman, fondatore di Blackstone (a dicembre 2019 aveva 571 miliardi di dollari di asset in gestione) e David Solomon, CEO di Goldman Sachs.
In palio c'è il seggio democratico del 14/mo distretto di New York alla Camera dei rappresentanti che Ocasio-Cortez, nella precedente consultazione, strappò ad un monumento del partito, Joseph Crowley, che cercava l'undicesima elezione di fila.

Alexandria Ocasio-Cortez non è la tipica espressione dell'ala radical dei democratici, anche per il suo bacino elettorale, che si trova a metà tra i distretti del Bronx e del Queens, dove i problemi sociali sono enormi e certo non risolti.

Per Alexandria Ocasio-Cortez, che sempre sbandierato la sua origine (la madre è portoricana) come fosse un tratto qualificante, la sfida lanciatale dalla sua avversaria potrebbe essere difficile da vincere. Caruso-Cabrera può infatti vantare origini umili e segnate dall'immigrazione, con nonni italiani e cubani e quindi proporsi anche lei come paladina dei più deboli.
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