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Covid-19: grande distribuzione, boom di vendite per Walmart

- di: Brian Green
 
Cosa dice, alla fine, la filastrocca che accompagna il girotondo? ''Tutti giù per terra''. Una frase che forse vuole significare che la sorte è eguale per tutti. Almeno sino a ieri, anzi sino ad oggi.
Prendiamo l'epidemia di Corona Virus che ha messo in ginocchio il settore del commercio, tanto che decine di operatori in tutto il mondo (negli Stati Uniti alcune catene del lusso hanno portato i libri in tribunale, chiedendo di potere dichiarare fallimento) hanno dovuto chiudere. 
I governi, per impedire il diffondersi del contagio, hanno imposto fortissime restrizioni agli spostamenti personali, con la conseguente chiusura degli esercizi commerciali.
Misure che, protraendosi per mesi, peraltro a cavallo di due stagioni, hanno determinato non solo l'impossibilità di vendere, alleggerendo quindi il magazzino (ovvero le giacenze in attesa di finire sugli scaffali), ma non hanno nemmeno consentito di potere fare previsioni sull'immediato futuro e, quindi, anche su come approvvigionarsi. .
Una situazione di drammatico stallo che, mantenendo invariati i costi (fitti ed utenze), solo alleggeriti dal ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti, ha portato ad un passo dal fallimento decine e decine di imprese commerciali, soprattutto a conduzione di un singolo o familiare.
Un problema generale con una sola, persino enorme eccezione, almeno negli Stati Uniti: Walmart.
L'analista economico di punta del quotidiano francese Le Monde Philippe Escande ha puntato la sua attenzione sul gigante americano della grande distribuzione (fondata da Sam Walton nel 1962 ed ancora oggi nelle mani dei suoi eredi) e su come il suo andamento sia in controtendenza rispetto al resto del settore non per corrispondenza.
Quindi, mentre il resto del commercio tradizionale andava a picco, compresi i suoi antagonisti storici, Walmart non si è limitato a mantenere il livello delle vendite, ma anzi ha registrato aumenti a dir poco positivi.
Le vendite tradizionali sono aumentate del 10 per cento. Per quelle su Internet il salto in avanti è semplicemente stupefacente: + 74 per cento.
Per spiegare il perché di questo successo, Escande fa ricorso ad un aforisma, di incerta attribuzione, ma egualmente efficace, secondo il quale il calcio è “un gioco in cui 22 giocatori corrono dietro una palla per 90 minuti e alla fine vince la Germania".
Per dire che negli Stati Uniti, nel settore della grande distribuzione, in tanti si affannano a correre dietro al profitto, ma alla fine a vincere è sempre  Walmart. E in modo spettacolare, commenta il giornalista francese. 
Negli Stati Uniti, dove la grande distribuzione la fa da padrone nel settore del commercio, ad eccezione delle griffe di prestigio che scelgono locali a loro misura, la crisi del settore è in corso da qualche anno, facendo delle vittime illustri. 
Come accaduto, nelle scorse settimane,  a JC Penney, fondata nel 1902 a Plano, in Texas, e che è arrivata ad avere sino a 853 punti vendita prima di dichiarare fallimento, il 15 maggio scorso.  
Come è accaduto anche, due anni fa, a al marchio Sears, che, fondato nel 1892, era arrivato ad avere 140 mila dipendenti e 506 sedi, negli Stati Uniti ed in Canada.
La fine di Sears non è giunta inattesa, ma è stato un colpo per l'opinione pubblica, che considerava il marchio come storico. Il futuro della catena JC Penney forse è meno buio perché pare sia entrata nel mirino di Amazon, che ha forse l'intenzione di entrare nel settore delle vendite tradizionali, dopo il boom di quelle per corrispondenza.
Tutto questo è accaduto mentre Walmart vedeva le sue vendite aumentare esponenzialmente, nel periodo 
febbraio-aprile, che nel sistema americano costituisce il primo trimestre dell'anno fiscale.
Definire Walmart un colosso è solo apparentemente una esagerazione, come certificano i suoi numeri, a cominciare dal numero di dipendenti (due milioni) e dei punti vendita (4700 supermercati), che, per come sono strutturati, costituiscono uno dei punti di forza della catena. Perché, lungo gli interminabili corridoi che passano tra gli scaffali pieni di ogni cosa, trovi veramente tutto. O almeno, tutto quello che serve ad una famiglia,  che peraltro trova utile risparmiare tempo, potendo fare i suoi acquisti senza uscire se non per caricare la macchina di quel che ha comprato.
Vestiti, cibo, scarpe, attrezzi, pneumatici, attrezzi sportivi, apparecchiature elettroniche e mille altri prodotti lì, a portata di mano in quantità enormi, altro caratteristica di Walmart, che mai potrebbe subire i contraccolpi di una crisi avendo magazzini sterminati, tali da contenere milioni di esemplari dello stesso oggetto.  
L'intelligenza del management di Walmart è stata quella di non farsi trovare spiazzata dall'esplosione delle vendite per corrispondenza, e quindi dall'efficienza di Amazon, alla quale ha risposto efficacemente, non lasciandosi distanziare, ma mirando a consolidare la sua posizione. 
La crisi quindi sta facendo ancora più ricca Walmart. E se si pensa che la fine della crisi è lontana.
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