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Intervista a Radek Jelinek, Presidente e Ceo di Mercedes-Benz Italia

Lei è stato nominato Presidente e Ceo di Mercedes-Benz Italia lo scorso luglio, dopo aver ottenuto successi eccellenti come capo di Mercedes-Benz Messico. Già conosce l’Italia per essere stato a capo di Mercedes-Benz Milano. Come ha trovato, dopo qualche anno di assenza, la situazione dell’Automotive nel nostro Paese?
L’Italia è un grande Paese, con un fortissimo potenziale forse ciò che continua a mancare è la volontà di fare sistema per essere ancora più competitivi. Non solo tra rappresentanti dell’industria, ma anche tra mondo imprenditoriale e istituzioni, che dovrebbero lavorare di concerto con il comune obiettivo di generare valore per il Paese.

Lei si è schierato con forza contro l’ecotassa che era stata prospettata dal Governo, chiedendo all’Esecutivo un’apertura del dialogo, affermando che “l’industria non è il nemico”. Cosa pensa, più in generale, della guerra dichiarata al diesel? Una domanda non a caso, perché è noto che Mercedes-Benz ha investito molto sul diesel e oggi vanta i motori più puliti ed efficienti sul mercato.
Non posso che confermare quanto detto: l’industria deve essere un partner delle istituzioni e per questo è necessaria una maggiore apertura al dialogo, con un tavolo di confronto permanente. Nelle politiche ambientali e le relative restrizioni va tenuto conto dell’evoluzione tecnologica delle motorizzazioni e non basta semplicemente mettere il motore Diesel sul banco degli imputati. Serve un piano virtuoso per la sostituzione graduale del parco circolante, il più vecchio e malandato d’Europa. Ciò significa che per abbattere i climalteranti e gli inquinanti dobbiamo far sì che ogni utente che cambia la propria auto, per una nuova o usata che sia, assicuri un saldo positivo al bilancio di sostenibilità. Se tutti offrono il proprio contributo, la riduzione potrà essere rapida ed efficace, senza impattare eccessivamente sul bilancio delle famiglie. In questo scenario, le motorizzazioni Diesel di nuova generazione sono strategiche. Infine abbiamo bisogno di regole chiare, che non cambino di Regione in Regione o addirittura di città in città generando grande incertezza nei nostri Clienti che a volte rinunciano all’acquisto di una vettura o lo rimandano in attesa di una maggiore certezza normativa, con importanti ricadute anche sulle entrate dello Stato in termini di immatricolazioni, Iva, messa su strada, tanto per citare solo le voci più evidenti. Sarebbe sufficiente attenersi alla roadmap sulle emissioni stabilità in Europa, un orientamento che guida anche i nostri investimenti in ricerca e sviluppo. 

L’Italia presenta dei ritardi infrastrutturali che, anche volendo, impedirebbero una virata decisa verso l’auto elettrica, magari usando lo strumento dei disincentivi fiscali per gli altri tipi di auto. Ma, al di là dei ritardi tecnologici, lei ha dichiarato: “Penso che tanti italiani che si ritrovano una vettura di 10 o 15 anni da cambiare non siano nemmeno pronti dal punto di vista economico ai costi dell’elettrico”. Conferma questa opinione? E allora cosa fare, dato che lei mostra dubbi anche sull’efficacia degli incentivi fiscali, a meno che non siano così robusti da essere non sostenibili dalle casse pubbliche?
È chiaro che oggi un automobilista con una vettura così vecchia non può permettersi un’auto elettrica, ma spesso neanche un’auto nuova. Come già detto, si dovrebbe favorire il passaggio ad un’auto con un saldo positivo in termini di impatto ambientale. Ben vengano gli incentivi sull’acquisto di auto a zero emissioni, ma devono essere accompagnati da una strategia di media / lunga distanza che assicuri un corretto sviluppo dell’elettrico, prima di tutto dal punto di vista infrastrutturale. Quest’anno in Italia il mercato degli EV è cresciuto quasi del 150% ciò significa che, seppur con numeri ancora contenuti, si sta muovendo.

Mercedes-Benz si presenta nel 2019 con un rilancio molto forte sul fronte di nuovi modelli e l’evoluzione di modelli precedenti di successo. Quali sono le principali novità? In tale quadro, la smart diventerà solo elettrica a partire da metà anno.
Il 2019 della Stella è segnato tantissime novità, a partire dalla Classe B, un modello strategico nella nostra gamma che si rinnova all’insegna di un’inedita sportività e un livello di infotainment mai visto prima, grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale avanzata dell’MBUX. La Classe A Sedan offrirà, invece, un’interpretazione giovane e sportiva della berlina tradizionale. Uno stile unico e individuale rappresenta, invece, la nuova CLA che cresce nelle dimensioni, esprimendo un carattere ancora più deciso rispetto alla precedente generazione. Un’altra importante novità del 2019 è la GLE, una vera icona nel mondo SUV, che si rinnova all’insegna di design e prestazioni e porta a bordo l’esperienza digitale dell’MBUX.

Lei ha parlato, riferendosi al campo della ‘new generation compact cars’, di un prodotto che verrà lanciato da Mercedes-Benz e che si attaglia perfettamente al mercato italiano. Ma non ha voluto dire di più. Qualche piccola anticipazione?
Arriverà una nuova Stella nella famiglia delle compatte, l’ottava, che andrà a rafforzare la nostra SUV Attack, la più ricca del segmento premium.

La grande recessione è stata dura per tutti, anche per Mercedes-Benz Italia che, dopo aver toccato le 77mila 700 vendite nel 2007, si è trovata a causa della crisi a tornare bruscamente ai volumi di dieci anni prima. Gli esperti affermano che, per superare la crisi, Mercedes-Benz ha potuto contare sul suo forte impegno nella ricerca e sviluppo, con risultati eccellenti nelle motorizzazioni, campioni di efficienza/prestazioni e nel design. Sono state queste due le leve della ripresa o ce ne sono state anche altre?
Al di là degli investimenti in ricerca e sviluppo, credo che la vera chiave del successo sia stato il processo di ringiovanimento del Brand iniziato nel 2012 con il lancio della nuova Classe A. Siamo riusciti a cambiare la percezione del Marchio, conquistando un pubblico molto più giovane, per fare un esempio, rispetto alla prima generazione, la media dei Clienti di Classe A è di 13 anni più giovane.

La vostra posizione nel mercato ‘Premium’ è solida, ma la concorrenza è sempre più agguerrita. Fca, ad esempio, ha annunciato un’offensiva in questa tipologia di mercato. Temete questa concorrenza o, tutto sommato, rappresenta (anche) un’opportunità?
Nel mercato automobilistico, come in tutti i campi, la competitività è la chiave per crescere e migliorarsi sempre.

Il Board of management e il Consiglio di supervisione di Daimler AG hanno approvato a luglio la nuova struttura societaria del Gruppo, che prevede tre entità legalmente distinte: Mercedes-Benz AG per le divisioni Cars e Vans, Daimler Truck AG per le divisioni Trucks e Buses e Daimler Mobility AG per Daimler Financial Services AG. Quali sono a suo parere i vantaggi di questa operazione?
Per reagire in maniera adeguata al forte dinamismo del business, dei mercati, della concorrenza ed all’evoluzione tecnologica, è necessaria una struttura organizzativa che renda possibile un funzionamento rapido e flessibile. Per questo, la nostra strategia ‘Project Future’ punta a trasformare le divisioni in unità giuridicamente indipendenti in modo da poter continuare nel processo di consolidamento della struttura divisionale di Daimler. L’obiettivo è integrare il modo di lavorare a livello interno con la struttura esterna. È più semplice reagire in modo rapido, flessibile ed aderente alle caratteristiche del mercato se le strutture circostanti sostengono questo approccio. Per queste ragioni, all’interno di Daimler AG saranno create tre entità giuridicamente indipendenti. Mercedes-Benz AG si occuperà di vetture e veicoli commerciali, mentre le divisioni veicoli industriali ed autobus si uniranno sotto il marchio Daimler Truck AG. La divisione autonoma Daimler Financial Services AG sarà rinominata in futuro Daimler Mobility AG e continuerà ad offrire una vasta gamma di servizi per la mobilità. Il Board of Management ed il Consiglio di Supervisione di Daimler AG hanno già approvato l’attuazione nel luglio 2018, è necessaria solo l’approvazione finale dell’Assemblea generale annuale, il cui voto è previsto per quest’anno.

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