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Coronavirus, Miozzo: "I medici tornino nelle scuole"

 
L'Italia cerca di tenere sotto controllo i contagi da Coronavirus prima della riapertura delle scuole prevista per la metà di settembre, momento decisivo per capire come evolverà la pandemia nel nostro paese dopo i mesi di lockdown che hanno tenuto alunni e alunne fuori dalle classi.

A lavorare per rendere il rientro nelle aule il più sicuro possibile c'è il Comitato Tecnico Scientifico e oggi sono arrivate parole importanti da parte del coordinatore Agostino Miozzo, ascoltato in due interviste rilasciate al Corriere della Sera e alla Repubblica.

A tenere banco è il tema della scuola: "Se gli italiani sapessero gli scenari estremi che ci siamo prefigurati per la scuola potrebbero avere reazioni esagerate ma il nostro lavoro consiste proprio nel prevedere il peggio in modo da evitarlo. Il nostro sistema scolastico è messo molto meglio rispetto alla sanità di febbraio. Ce la faremo, alcuni contagi li abbiamo già messi in conto ma adesso possiamo isolarli senza bloccare l'intero sistema. Ma il CTS lo ha detto chiaramente: serve il ritorno del medico nelle scuole, era una figura importante per la crescita dell'Italia e andrebbe ripristinata".

Come detto, Miozzo deve sempre temere il peggio che in questo caso sarebbe rappresentato da nuove chiusure: "Teniamo sotto controllo i dati, c'è preoccupazione per la crescita dei contagi e l'abbassamento dell'età media nelle terapie intensive. Il numero di contagiati che tornano dalle vacanze è considerevole, servirebbero regole comuni per tutta Europa, la Commissione dovrebbe imporre un approccio europeo più coordinato. In fondo tra i nuovi contagiati c'è una quota alta di persone che scoprono di aver preso il virus senza aver mantenuto le regole minime di precauzione."

La prudenza sarà quindi fondamentale: "Chiediamo sempre di essere preparati per nuove emergenze: le vacanze vanno sfruttate per l'economia ma senza la protezione c'è il rischio di un ritorno al lockdown. La scuola sarà il settore dove potremo misurare la vittoria di questa battaglia e non vogliamo vanificare gli sforzi di tutti, questo mi fa arrabbiare. L'andamento della curva dei contagi ci dice che l'Italia si muove e il virus viaggia: non possiamo permetterci una nuova emergenza, altrimenti nuovi divieti saranno inevitabili".

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