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Cinquecento anni di musica a San Luigi dei francesi

- di: Francesco d'Alfonso

La basilica romana dedicata a San Luigi IX re di Francia nasce ufficialmente nel 1478 con una Bolla di papa Sisto IV, che confermava ai francesi la cessione dell’area compresa tra il Pantheon e Piazza Navona, includente anche varie chiese che, con decreto pontificio, venivano accorpate in una sola parrocchia, dedicata, appunto, ai santi patroni di Francia. Solo l’1 settembre 1518 viene posta la prima pietra della nuova chiesa, la cui lunga vicenda architettonica si concluderà a metà del Settecento.
Oggi San Luigi dei Francesi è conosciuta principalmente per le tele di Caravaggio che la ornano, ma forse non tutti sanno che, fin dalla sua fondazione, la chiesa ebbe una sua Cappella musicale, famosa in tutto il mondo per la qualità delle composizioni destinate alla liturgia e per l’altissimo livello delle esecuzioni.
Dopo cinquecento anni, la storia musicale della più importante chiesa francese a Roma continua ancora, più fiorente che mai.

Maestro Mura, quando nasce esattamente la Cappella musicale di San Luigi dei Francesi?
Nasce nel XVI secolo, contestualmente, quindi, alla fondazione della chiesa stessa, ed è stata sempre attiva fino agli anni ’50 del Novecento: poi, dopo circa quarant’anni di pausa, nel 1997, i Pieux Établissements de la France à Rome et à Lorette, Fondazione amministrata dalla Francia attraverso la sua Ambasciata presso la Santa Sede, hanno ristabilito la Cappella musicale con la costituzione della Cappella Ludovicea.

La Cappella Ludovicea, da lei diretta, è dunque l’erede “vivente” della Cappella musicale di San Luigi.
Esattamente. All’inizio si dedicava solo alla liturgia dell’altra chiesa francese a Roma, Trinità dei Monti; poi, per volontà dei Pieux Établissements, ha iniziato ad occuparsi di tutta la liturgia francese nell’Urbe, a San Luigi, appunto, della Missa Pro Natione Gallica che si celebra ogni 13 dicembre a San Giovanni in Laterano, della Messa di Santa Petronilla nella basilica di San Pietro, della Messa di San Claudio nella chiesa dei Borgognoni, ma anche di una piccola stagione concertistica in cui viene eseguita musica barocca italiana e francese. La Cappella, composta da un coro e da un’orchestra di professionisti, nel 2008 è stata annoverata dall’Istituto di Ricerca Internazionale Eurispes tra le “100 Eccellenze Italiane nel Mondo”.

Come venivano scelti, in passato, i Maestri di Cappella di San Luigi dei Francesi?
I Maestri erano, solitamente, organisti o compositori importanti, perché a San Luigi dei Francesi c’era una scuola di pueri cantores molto prestigiosa, una vera e propria fucina di talenti: tutti i grandi musicisti facevano tappa in questa chiesa, da lì si passava per arrivare poi alle Cappelle musicali papali, la Sistina, la Giulia, la Lateranense e la Liberiana. Dopo il periodo iniziale in cui i Maestri erano scelti principalmente in base alla loro nazionalità francese – Jean l’Héritier, Jacques Du Pont, Robin Mallapert, Henri Ouldin, Firmin Lebel, François Roussel –, negli anni successivi al Concilio di Trento vennero scelti musicisti italiani, come Giovanni Bernardino Nanino, Orazio Benevoli, Antonio Cifra, solo per citarne alcuni.

Lei ha ritrovato e trascritto molti manoscritti musicali della chiesa, molti dei quali inediti.
Nell’archivio di San Luigi sono state rinvenute alcune delle partiture antiche – la maggior parte, in passato, furono trasferite in Francia e in Vaticano – e tutte quelle dell’Ottocento e dei primi del Novecento. Dopo il ritrovamento, in occasione dei festeggiamenti per il V centenario della posa della prima pietra della chiesa (1518 – 2018, n.d.r.), le ho prima trascritte, e in alcuni casi anche orchestrate, poi eseguite in concerto con la Cappella Ludovicea.

Dallo studio dei manoscritti e dal concerto ne è nato anche un disco.
Da poco abbiamo concluso la registrazione di un CD, infatti, che racchiude tutte le partiture, che, dal Cinquecento al Novecento, sono state in uso a San Luigi per la liturgia. Un disco fortemente voluto dai Pieux Établissements e dal suo amministratore delegato, padre Michel Kubler, per onorare e valorizzare il patrimonio musicale che nei secoli si è sviluppato a San Luigi dei Francesi e che, in parte, è ivi custodito: uno sforzo culturale ed economico che va ben oltre l’incisione del disco, e che vede la Francia come l’unica nazione a sostenere iniziative del genere in Italia.

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