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Autostrade per l'Italia impegna oltre 21 miliardi per ammodernare la rete

- di: Redazione
 
La cosa che affascina dei numeri è che, a chi non ne è appassionato, possono sembrare al primo sguardo complicati da decifrare. Ma poi, alla fine, se si traccia una linea ideale, tutto è più chiaro, diventano facili da capire, da comprendere. È quello che si può dire guardando il piano che Autostrade per l’ Italia ha tracciato con una chiara finalità, l’ammodernamento e l’ampliamento della rete. Un piano, fatto appunto, oltre che da impegni, anche da numeri, alcuni dei quali, importanti come i 21 miliardi e mezzo di euro stanziati, tra investimenti e manutenzioni, si proiettano nel lungo periodo, addirittura sino al 2080, quando gli interventi di oggi dispiegheranno ancora il loro effetto, garantendo la condizione ottimale per le infrastrutture.

Ma Autostrade per l’Italia ha anche voluto imprimere alla propria azione una nuova forza, in virtù di un assetto societario che prevede la costituzione di controllate (Tecne, Free to Xperience, nuova Pavimental e nuova Autostrade Tech) grazie alle quali Aspi si garantirà la migliore gestione integrata possibile del ciclo di vita delle proprie infrastrutture. In questo scenario di inquadra un forte impulso sul fronte della innovazione tecnologica e della ricerca, da cui deriverà un aumento della sicurezza e del comfort che l'utenza troverà nella “smart road” che Autostrade per l’Italia vuole che diventino le sue infrastrutture.



E non parliamo di un generico “domani” perché i primi passi di questo piano saranno percorsi già quest’anno, entro la prima metà del 2021. Dall’ad di Autostrade, Roberto Tomasi, è anche giunto un forte impulso “verde” che si traduce, nell’immediato e su tutta la rete nazionale, nell’installazione di colonnine per la ricarica ad alto voltaggio, mentre le aree di servizio saranno alimentate esclusivamente – questo l’avverbio specificatamente utilizzato per definire gli obiettivi dell’operazione – con energia green autoprodotta.

Aspi, poi, avvierà una collaborazione con i principali Politecnici italiani sui fronti della gestione delle infrastrutture
, dell’innovazione e della ricerca. Un passaggio che viene spiegato ulteriormente da un massiccio piano di assunzioni – 2.900 nuove posizioni di altissimo profilo professionale entro il 2024 – che andranno a rafforzare un settore strategico come quello delle aree Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematichs). "Il nostro Piano industriale" - ha spiegato l'amministratore delegato Roberto Tomasi (in foto) - "disegna e attua una nuova visione. Da un lato consolidiamo la rivoluzione avviata sul fronte degli standard per la gestione della rete autostradale, programmando il più rilevante piano di manutenzione e investimenti del nostro Paese, che ci consentirà in pochi anni di ammodernare e innovare profondamente la rete, prolungandone lo stato di conservazione ottimale al 2080. Dall'altro lato, trasformiamo quella che era una concessionaria autostradale in un operatore integrato di mobilità a livello europeo, dove il ciclo di vita delle infrastrutture, le attività di ingegneria e di innovazione tecnologica, la gestione della viabilità e dei servizi al cliente vengono gestiti in modo sinergico e con un'attenzione forte allo sviluppo sostenibile. In questo modo, potremo mettere il nostro know-how, i nostri servizi e le nostre soluzioni a disposizione anche delle grandi aree metropolitane ed europee, così da dare vita a sistemi di mobilità sempre più efficienti e sostenibili.
Questa è la nostra sfida:
gestire al meglio le infrastrutture con il supporto delle tecnologie più avanzate, generale innovazione e crescita sostenibile, attivare occupazione stabile e di qualità, a servizio del sistema Paese". Il Piano, nel suo primo segmento di applicazione, si è già tradotto in un importante lavoro sul versante delle attività di sorveglianza e monitoraggio della rete, che per scelta di Aspi sono state affidate ad un consorzio di società indipendenti di livello internazionale, individuate tramite una gara europea. Per comprendere meglio l'impegno ed il conseguente sforzo della società, ricorriamo nuovamente a numeri relativi al 2020, anno durante il quale sono state effettuate 19 mila ispezioni che hanno riguardato le infrastrutture: ponti, viadotti, cavalcavia, gallerie. Un lavoro compiuto anche grazie all'utilizzo di Argo, una piattaforma di monitoraggio unica a livello europeo, basata sull'Intelligenza artificiale.



Per attività di manutenzione l'impegno economico è stato pari a 650 milioni di euro. Cosa che significa che per questa attività è stato speso in un anno il doppio del periodo 2017-2018. Tornando a cifre e date, il Piano industriale prevede 14,5 miliardi di investimenti e 7 miliardi di manutenzioni entro il 2038 (cioè alla data di termine della concessione) che riguarderanno le principali regioni italiane interessate dalla rete. Il Piano, una volta completato, genererà circa diecimila nuovi posti di lavoro. Tra le novità volute dall'ad Tomasi c'è anche la costituzione di un Comitato Innovazione, Sostenibilità, Ricerca e Sviluppo, di altissimo profilo scientifico (vi sono coinvolti esponenti del mondo accademico e dell'imprenditoria) chiamato ad individuare e diffondere nuove strategie, esperienze e soluzioni dedicate all'evoluzione del settore industriale.
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