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L'alfabetizzazione finanziaria nel nostro Paese

- di: Daniele Repaci

Oggi, tramite tutte le piattaforme social, veniamo spesso bombardati dai messaggi di guru degli investimenti che ci invitano a partecipare ai loro corsi per imparare a “investire” e quindi diventare “ricchi”. Slogan più o meno convincenti riportano tutti al tema dell’arricchimento “facile e veloce” tramite investimenti in forex, immobili o peggio ancora in cripotvalute. Peccato che il popolo italiano, secondo l’indagine S&P Global FinLit Survey sulle conoscenze degli over 15 in 140 paesi, mostri gravi lacune, con il 63% dei nostri connazionali che non possiede le conoscenze finanziarie di base. Tralasciando la veridicità di questi corsi, quindi, 6 italiani su 10 non hanno le competenze per poter partecipare ad un corso sugli investimenti semplicemente perché hanno prima bisogno di un corso di educazione finanziaria. Il nostro tasso di analfabetizzazione finanziaria è peggiore addirittura di quello dei sudafricani e dei russi, mentre per Germania e Usa scende al 40%.  Il problema da noi è sociale e culturale, e le origini vanno cercate nel passato. Se guardiamo gli scorsi decenni il sistema pensionistico è stato molto generoso, forse troppo tanto che oggi non è più sostenibile, i titoli di stato hanno avuto rendimenti altissimi; l’insieme di queste componenti non ha storicamente stimolato un interesse maggiore e uno sforzo nel capire i meccanismi dell’economia e della finanza. La situazione negli anni non è migliorata, nemmeno dopo le recenti crisi, e rispetto al passato la pericolosità della diseducazione finanziaria è oggi maggiore perché viviamo in una società molto più consumista rispetto a quella dei nostri genitori dove le uniche spese erano casa ed automobile. Oggi molti ragazzi possiedono una carta di credito ancor prima di finire l’università, eppure non hanno mai seguito un corso di economia né di investimento monetario, per non parlare di come si accumula l’interesse composto sulle carte di credito. Senza alfabetizzazione economico-finanziaria non sono pronti per affrontare il mondo che li aspetta, in cui si privilegia la spesa rispetto al risparmio.
Presumere che l’istruzione garantita dal sistema scolastico prepari i ragazzi al mondo che dovranno affrontare “da grandi” è una leggerezza che non possiamo più permetterci. Ognuno ha bisogno di maggiore istruzione, soprattutto in materie come ragioneria ed economia, probabilmente tra gli insegnamenti più difficili che esistano in quanto seguono il progresso e necessitano di continui aggiornamenti. Gli italiani sono un popolo fiscalmente conservatore e questo perché in mancanza di educazione finanziaria vogliono giocare sul sicuro, tenendosi stretto il posto fisso, tenendosi stretti i propri risparmi, perdendo così ogni occasione di business che gli si presenti e trascurando quello che è diventato un obbligo morale ed anche economico: pensare al mantenimento del tenore di vita all’arrivo dell’età pensionistica che, in mancanza di un fondo pensione integrativo, sarà inevitabilmente insufficiente. Già, perché chi andrà in pensione nei prossimi decenni, riceverà una pensione più bassa rispetto all’ultimo salario, questo sia per un aumento della speranza di vita e quindi per permettere alla “macchina della pensione” una copertura più a lungo termine, sia per via delle riforme che inevitabilmente è stato necessario attuare per rendere il sistema pensionistico più solido e sostenibile. Per questi motivi è importante pianificare sin da giovani e capire che anche importi piccoli accantonati per la pensione, anche quando mancano ancora molti anni, possono dare un contributo importante nel lungo periodo.
Ma come parlare ai ragazzi di economia e finanza in modo efficace?
Sicuramente occorre un linguaggio semplice e allo stesso tempo pratico, iniziare a familiarizzare con il concetto di denaro è essenziale affinché accresca il senso di responsabilità ed eviti di diventare un tabù o peggio un mostro da combattere nell’età adulta.
Al giorno d’oggi viviamo mutamenti continui che toccano ogni sfera culturale e che vanno a modificare le nostre convinzioni e abitudini. L’istruzione finanziaria diventa fondamentale per affrontare i cambiamenti e non subirli, evitando così di passare la vita a rincorrere tasse e debiti.

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