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L'adolescente di Michelangelo arriva a Roma

- di: Flavio Venturi

Visibile al pubblico fino al 10 marzo 2019, promossa dalla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti e dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo con la collaborazione di Ermitage Italia, l’esposizione è stata curata dal professor Sergej Androsov, direttore del Dipartimento d’Arte dell’Europa Occidentale all’Ermitage, ed è stata organizzata da Il Cigno GG Edizioni in collaborazione con Villaggio Globale International.

Ne parliamo con Lorenzo Zichichi, presidente della Cigno GG Edizioni.

Zichichi, l’esposizione de L’Adolescente di Michelangelo rappresenta un’occasione straordinaria per il nostro Paese e soprattutto per la città di Roma.
I rapporti culturali tra Italia e Russia si fondano su uno scambio tra due Paesi che hanno molto in comune. Il museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, uno dei più importanti del mondo, ha focalizzato la sua attenzione sull’Italia da tanti anni grazie alla creazione della Fondazione Ermitage Italia, e adesso in particolare su Roma attraverso la fondazione Alda Fendi, con la quale ha stipulato un accordo triennale di collaborazione. Da un lato un numero selezionato di ricercatori russi potranno ogni anno studiare gli archivi della Capitale tramite l’assegnazione di borse e soggiorni di studio e dall’altro sarà possibile far venire a Roma capolavori custoditi nel museo russo per esporli nello spazio riservato all’interno di Palazzo Rhinoceros, sede della Fondazione  Alda Fendi. Questa iniziativa culturale è particolarmente felice per chi vive a Roma, perché ha consentito di rivalutare e valorizzare una parte limitrofa al Foro Romano. L’area è stata recentemente restaurata e riqualificata proprio grazie alla Fondazione Alda Fendi, che ha incaricato Vittorio e Francesca Storaro per l’illuminazione dell’Arco di Giano e l’architetto Jean Nouvel per il restauro del palazzo.
Un altro aspetto va puntualizzato: non c’è mai stato un trafugamento delle opere italiane in Russia. I regnanti russi compravano l’arte in Italia perché ammiravano il nostro paese. Consideravano fondamentale l’arte italiana per la formazione dei giovani russi. Hanno anche fatto studiare i loro artisti nelle loro accademie attraverso copie di nostri capolavori. Famoso è il viaggio in Italia dello Zar Nicola I alla fine del 1845, fu il primo regnante russo a recarsi in Italia al di fuori di una specifica missione diplomatica, dedicandosi alla visita di musei e chiese e all’acquisto di opere d’arte. Anche la zarina Caterina II, la Grande, ebbe un ruolo fondamentale nell’acquisto di intere collezioni di opere d’arte italiane. Si deve proprio a lei l’acquisto dell’Adolescente di Michelangelo da un banchiere inglese nel 1787. 

Che cosa rappresenta quest’opera dal punto di vista artistico?
 “È una scultura di dimensioni contenute ma di potente bellezza, come è ben spiegato da Sergej Androsov nel saggio del catalogo che accompagna l’esposizione; l’esecuzione dell’opera potrebbe essere avvenuta intorno al 1530, proprio nel periodo in cui Michelangelo, dopo aver appoggiato la rivolta repubblicana e temendo la vendetta dei Medici, suoi principali committenti, è costretto a nascondersi. L’Adolescente forse nasce proprio in questi mesi tormentati e angoscianti di clandestinità, in cui l’artista teme per la propria vita, finché non ottiene la grazia da parte di Papa Clemente VII.

Perché è una scultura così enigmatica?
Come scrive Androsov, è ricavata da un blocco di marmo di qualità non pregevole, che rappresenta un giovane uomo dal fisico atletico e dalla folta capigliatura, accovacciato a formare con il corpo una sfera, con lo sguardo rivolto verso il basso, mentre si afferra il piede destro con entrambe le mani.  L’interpretazione che ne deriva suggerisce un’immagine che oscilla in questo modo tra la fanciullezza e la gioventù.  Anche la qualità del marmo dipende proprio dal fatto che l’opera è stata creata in un momento storico difficile. Il fatto che nel volto e nelle estremità manchino rifiniture e levigature, lascia spazio ad una spontaneità che al contrario donerebbe perfezione all’opera. Michelangelo ci vuole mostrare il suo percorso creativo che lo ha condotto alla sua nuova visione di arte avanzata in cui lo sforzo è quello di liberare da un blocco di marmo una figura plastica che ne sembra imprigionata.  Non sappiamo se sia stata una scelta convinta quella di interrompere l’opera in un determinato momento per conseguire un effetto migliore, o se l’esecuzione del lavoro venne interrotta casualmente e mai più ripresa. L’incompiuto in Michelangelo è però un elemento importante della sua arte e della sua modernità.

Quali saranno le prossime sorprese che ci riserverà questo rapporto con l’Ermitage?
Come casa editrice stiamo adoperandoci per la traduzione di alcuni importanti saggi dalla lingua russa in italiano: uno sul collezionismo russo scritto da Sergej Androsov,  l’altro è una traduzione  del libro della Tatiana Kustodieva su Leonardo.

Sempre con il patrocinio della Regione LAZIO di Nicola Zingaretti?
Come già era avvenuto anche in occasione del Grande Giubileo in cui avevamo esposto capolavori dell’Ermitage sul tema della Misericordia, confrontati con i capolavori dell’Ottocento italiano, le difficoltà burocratiche possono essere superate anche grazie alla collaborazione con diversi organismi statali. Ad esempio, la Regione Lazio all’epoca, oltre al patrocinio, aveva anche contribuito al disbrigo delle pratiche doganali e formali, che sono sempre abbastanza complicate. In questa occasione, la regione Lazio ci ha aiutati a dipanare la matassa e ci ha fornito il supporto nella sicurezza delle operazioni di trasporto di quest’opera d’arte da un Paese come la Russia, che di Michelangelo ne ha uno solo, e quindi giustamente ci tiene moltissimo! E in questo fondamentale è stata l’azione di Michele Baldi persona che, come sa bene chi lo conosce, mette sempre competenza e passione in tutto quello che fa.
Al riguardo abbiamo sentito proprio Michele Baldi, già Consigliere regionale della Regione Lazio, il quale ci ha detto: “Il merito di questo straordinario evento è tutto di Michelangelo, poi grandi applausi ad Alda Fendi con la sua Fondazione e a Lorenzo Zichichi. Per quanto mi riguarda sono orgoglioso di aver contribuito insieme ad Albino Ruberti e il suo staff e al Presidente Zingaretti a fare in modo che la mia Roma, i suoi cittadini e quelli della Regione e di tutta Italia possano goderne. Per me la cultura è la linfa vitale di un Paese, di un popolo, di una città e l’Italia è la patria della cultura con i suoi giganti come Michelangelo. La cultura è un arricchimento interiore che nasce dalla bellezza di opere come questa. Un’occasione straordinaria e tra l’altro accessibile gratuitamente a tutti. Ben vengano tali iniziative!”.

Alda Fendi:
“Dal 14 dicembre - e fino al 10 marzo - la nuova sede della mia Fondazione, Alda Fendi - Esperimenti, ospita la straordinaria opera di Michelangelo, L’Adolescente, proveniente dall’Ermitage di San Pietroburgo. Potete immaginare quanto io sia felice: questo è un rientro eccezionale in Italia, la prima volta a Roma. L’Adolescente di Michelangelo è come un esule che torna a casa, una delle poche sculture conservate all’estero del genio fiorentino del Rinascimento. Un’opera che suscita un sentimento di infinito stupore, un’invenzione potente, espressiva. Questa è la prima traccia di una lunga scia, in cui avvieremo una collaborazione culturale intensa, della durata di tre anni con l’Ermitage, istituiremo borse e soggiorni di studio, pianificheremo insieme attività scientifiche e culturali, esporremo ancora altri capolavori provenienti dalle loro collezioni. Sono felice che la mia Fondazione possa percorrere una parte della sua strada insieme a uno dei musei più prestigiosi e più grandi del mondo.
È questo l’intento degli Esperimenti, la vera anima della mia Fondazione è sperimentare e attraversare i confini codificati, promuovere le interferenze tra le arti e tra antico e contemporaneo. L’ingresso alla mostra è gratuito, poiché da quando è stata creata la Fondazione nel 2001, con le mie figlie Giovanna e Alessia abbiamo sempre voluto offrire una possibilità unica: godere dell’arte. Ciò si traduce in conoscenza: segno del nostro essere nel mondo, tangibile e duraturo. Un esperimento è fare la conoscenza del mondo, costruendo la strada, correggendola. Un continuo mutare. Attraverso quest’opera si può ammirare il modo unico di condurre la scultura di Michelangelo, il suo carattere sublime, che lo distingue da tutti e che si intravede con il linguaggio della mente.
Questo giovane accovacciato così vibrante e intenso, è sapientemente illuminato a evidenziare la potenza creativa del grande artista dal Premio Oscar Vittorio Storaro e da Francesca Storaro, lighting designer”.

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