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Adiposità localizzata

- di: Domenico Riitano

Per rimodellare quasi tutte le parti del corpo si può intervenire con la liposuzione, che consiste nell’ asportare il tessuto adiposo senza eliminare la cute. Con la liposcultura invece il grasso, pulito e filtrato, viene utilizzato per riempire parti del corpo “svuotate” e rendere le superfici più omogenee.
I risultati in genere sono soddisfacenti, l’importante è precisare al paziente che l’obiettivo di questa operazione non è il dimagrimento, né il trattamento della cellulite ma solo l’eliminazione di una parte di grasso localizzata.
La liposuzione è largamente diffusa e praticata anche perché coloro che non hanno ancora una “mentalità chirurgica” reputano che quest’intervento sia meno invasivo e complicato di, ad esempio, una plastica al seno. Ma proprio per questi motivi la liposuzione è stata sottovalutata portando talvolta a conseguenze spiacevoli, se non drammatiche.
E’ vero che la parte chirurgica nella liposuzione è ridotta ma rimane comunque delicata: mai operarsi in strutture non idonee, in cui non c’è l’anestesista o in cui la sterilità non è assicurata. Garantire un ambiente sterile non è semplicissimo, ci deve essere sempre abbondanza di teli, guanti ecc., perché nei casi di grosse liposuzioni il paziente deve essere trattato in posizione supina, prona o laterale subendo una serie di manovre che tendono a inquinare il campo operatorio.
Non mi stancherò mai di raccomandare la massima attenzione: migliorare il proprio corpo dev’essere un gioco piacevole in cui però tutte le regole vanno conosciute e rispettate. Si dovranno perciò valutare molto bene le proposte di chi offre le tariffe più “vantaggiose”, i tempi più ridotti, i risultati più rapidi e duraturi.
Una volta, dunque, che si è sicuri del medico e della struttura, si decide su quale parte del corpo intervenire. La liposuzione, infatti, si può praticare su viso (sotto il mento e sotto la mandibola), braccia, addome (la visita deve essere molto accurata altrimenti si rischia di non vedere un’eventuale ernia), cosce, fianchi, glutei, culottes (fianchi/cosce), interno ginocchio. Sull’addome dà buoni risultati ma non bisogna eccedere perché se si asporta troppo grasso, come desiderano i pazienti, si formano delle aderenze tra la pelle e il muscolo che provocano delle irregolarità visibili sia in posizione statica che in movimento.
L’intervento viene praticato per mezzo di cannule di vari calibri collegate a una pompa che svolge una potente aspirazione, e inserite nello strato adiposo tramite incisioni sulla pelle di 4/5 mm. La rimozione del grasso ad opera delle cannule forma dei piccoli “tunnel” attraverso la parte da trattare.
Fianchi, glutei e cosce possono essere aspirati contemporaneamente, l’importante è non portare via volumi eccessivi di grasso. Non converrebbe mai produrre più di 4 kg di aspirato perché oltre al grasso si aspira anche il sangue. Se il tessuto adiposo è molto abbondante, si effettuerà un secondo intervento. Nel caso di grosse liposuzioni comunque bisogna preparare una sacca di sangue di autotrasfusione e, dopo l’operazione, iniettare un flacone di sangue.
Per piccole zone è sufficiente l’anestesia locale che può associarsi alla sedazione, però sempre in presenza dell’anestesista..
L’anestesia locale è un po’ complicata perché il piano in cui viene fatta può non coincidere perfettamente con quello attraverso il quale passa la cannula: per questo quando si va ad aspirare si rischia di provocare sensazioni dolorose.
Per zone estese, invece, conviene praticare un’anestesia generale - non si può usare troppo anestetico locale perché diventa tossico - utilizzando un’infiltrazione fredda con adrenalina che determina una riduzione del sanguinamento.
Generalmente il paziente viene dimesso il giorno successivo, dopodiché dovrà indossare una guaina compressiva per circa un mese, mentre a 20 giorni dall’intervento effettuerà massaggi sull’area operata al fine di eliminare irregolarità che potrebbero formarsi con l’avanzare del processo cicatriziale. 

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